venerdì 20 gennaio 2012

COME STAI? DI SCIOPERI, DI CONSUMI E DI BISOGNI (SPLINDER, 25 AGOSTO 2011)

Ecco, i consumatori, come categoria, non sono 
avvezzi agli scioperi. Anche perche’ a cosa 
serve uno sciopero dei consumi? Viviamo di 
consumi, quindi sembra poco sostenibile una 
presa di posizione di siffatta specie. Tipo: da 
lunedì a mercoledì nessuno compera niente. Beh… 
e anche se fosse? Certo domenica dovremmo fare 
scorta di cio’ che occorre per sopravvivere nei 
giorni di sciopero. A meno di non volersi 
concedere tre giorni di dieta. Tre giorni di 
stasi. Tre giorni di passeggiate senza gelato, 
birra e caffe’. E anche se cosi’ fosse? Poi, il 
giovedi’, cosa dovremmo fare? Correre tutti a 
recuperare le sbornie perse? O riprendere a 
consumare come domenica? A meno di non volersi 
concedere un lungo periodo di stasi (ma e’ 
possibile?), un lungo periodo senza caffe’ birre 
e gelati. O una lunghissima dieta, e questo si 
che sarebbe insostenibile. Del resto anche gli 
scioperi di altre categorie d’esseri umani sono 
inutili ed insostenibili. A meno di non voler 
occupare non solo per il giorno designato la 
piazza indicata per il raduno degli scioperanti. 
A meno di non voler sfilare per giorni e giorni 
bloccando il traffico senza permessi nelle vie 
che occuperemmo invece nel solo tempo necessario 
a coprire il percorso del corteo. A meno di non 
voler rinunciare allo stipendio, e al posto di 
lavoro, in virtu’ di una presa di posizione 
simile a quella di esseri ribelli e in guerra. 
Guerra… questa e’ una parola ben triste e ben 
vicina, anche se non la vogliamo vedere. Perche’ 
e’ vero che non e’ sostenibile un viaggio in Val 
di Susa per tutti, o una permanenza li’ in armi 
a sara’ dura. Ma e’ anche vero che c’e’ chi al 
fronte ci sta. E il fronte non e’ solo la Val di 
Susa. Non e’ solo in Italia. Il fronte, se lo 
intendiamo per come l’intendono gli 
internazionalisti, e’ anche all’estero, fuori 
dai confini. Perche’ e’ vero che non possiamo 
andare tutti a Kabul o in Plaestina, ma e’ anche 
vero che in questo momento a Kabul ed in 
Palestina la gente c’e’ e la gente muore. Mentre 
a tutto spiano consumiamo, noi consumatori, e 
con questo finanziamo proprio quelle bombe, 
proprio quello sfruttamento e quegli omicidi. 
Quelle guerre. E allora? Allora se il fronte 
fosse ovunque sarebbe diverso. Se la guerra 
fosse nostra, come e’ ma non ci sembra, allora 
si che sarebbe diverso. Allora la Val di Susa 
sarebbe in Piemonte, ma anche sotto casa, in 
tutte le citta’. (guardate bene, gia’ c’e’). E 
lo sciopero generalizzato sarebbe tutta un’altra 
vita. La questione e’ che i consumi, per tornare 
ai consumatori, non sono liberi del giogo dei 
bisogni. Tant’e’ che la lunga dieta e’ 
insostenibile, causa sopraggiunta morte. Ecco, 
possiamo in quanto consumatori smettere di 
consumare per un mese intero. Ma non smettere di 
avere bisogno di mangiare. Al bisogno c’e’ 
legato il ricatto. E il ricatto vive fino a 
quando uno cede. Poi comincia la guerra. Ecco, 
per me puo’ cominciare la guerra. Ancora una 
volta si. Perche’ in fondo questo universo che 
ci opprime lo plasmiamo noi stessi. Ed e’ vero, 
non possiamo smettere di avere bisogno. Ma 
soddisfare il bisogno non passa di sicuro per il 
solo consumismo. Ecco, di cosa abbiamo bisogno? 
Anzi, di cosa avete bisogno? Quando smetteremo 
di aver bisogno di sottostare al ricatto  allora 
se ne potra’ parlare. E una volta attuato uno 
sciopero dei consumi fermo restando 
l’appagamento dei bisogni, allora cosa ci 
impedira’ di smetterla veramente di consumare? 
Di sostenere? Di cedere al ricatto? Ecco, quando 
il bisogno che sentiremo sara’ quello di non 
cedere al ricatto, allora si che ne potremo 
riparlare. 
PS 
Quanto vive un essere umano? Quanto deve vivere? 
Come vuole invecchiare, se vuole invecchiare? La 
domanda “come stai” e’ un’isola artificiale di 
cui nessuno conosce il senso. E’ un manto su 
quello che realmente conta sapere.

1 commento:

  1. COMMENTI SPLINDER

    #1 25 Agosto 2011 - 16:34

    un individuo o una massa che scioperi dai consumi? pur non essendo una iperconsumatrice, non mi ritengo una scioperante...

    come individuo conobbi un giorno una scioperante non so quanto consapevole o suo malgrado...

    viveva e penso viva ancora a Vienna e la conobbi alla fermata di un bus che dal sud del chiapas portava in guatemala.

    una ragazza che si era un giorno licenziata da un lavoro di educatrice e partì per il messico... la conobbi che salutava un bellissimo uomo dalla faccia di un indiano dei film di pellerosse e salì sul pulmino con me

    sei mesi dopo l'andai a trovare a vienna in un minuscolo appartamento, bagno fuori dall'ingresso...

    viveva ancora per poco dei soldi della disoccupazione e quel che restava dei risparmi di quando lavorava...

    il lavoro non arrivò più e i consumi già pochi prima per scelta divennero sempre più ridotti
    le amicizie si diradarono o scomparvero
    la sorella che anni prima era libera di pensiero e di comportamento si era sposata con un uomo normale, un medico e quando andammo a trovarli non ci invitarono nemmeno a cena
    l'altra sorella viveva insieme a un uomo libero, due bambini liberi altretta nto e questi ci invitarono ad una cena tradizionale, fagiolini e maiale affumicato e un paio di canne, i bambini guardavano...
    le ultime notizie il lavoro non c'era o non voleva essere trovato e non so più niente,,,
    se non diventa di più di uno, di due e di una minoranza lo sciopero dei consumi diventa la biciclettata borgese della domenica, fino alla fine dei giorni.
    (angela)
    utente anonimo
    #2 25 Agosto 2011 - 17:29

    @angela esattamente (ne' dei consumi ne' di altro.. finito e' il tempo degli scioperi...) (voglio commenti come il tuo qui, sempre e tanti :))) )
    al_3_doppio_whisky
    #3 26 Agosto 2011 - 12:47

    "quando il bisogno che sentiremo sara’ quello di non cedere al ricatto, allora si che ne potremo riparlare". Ecco...è così...

    Anche la durata della vita è entrata il quel meccanismo perverso che è il consumismo: la salute (che è ormai malattia travestita da salute...che ignora la qualità della vita) è manipolata, usata, manovrata....
    (luisa)


    utente anonimo
    #4 26 Agosto 2011 - 14:11

    @luisa un mio vecchio compagno di scuola entrato in Menarini e poi Recordati (per malattie sue mentali personali, probabilmente) diceva che il motto della sanita' e' "vivi e malaticci" :)) e a prescindere dalle battute, concordo pienamente con quanto hai commentato, grande Luisa.
    al_3_doppio_whisky
    #5 26 Agosto 2011 - 14:17

    :-)) vivi e malaticci..sì..!! e se va bene solo malaticci...

    Grazie grande Kap... :-)
    (luisa)

    utente anonimo

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