venerdì 20 gennaio 2012

LA CONTRADDIZIONE COME RISORSA (SPLINDER, 17 LUGLIO 2011)

Bisogna comportarsi in modo immorale, se ci si vuole comportare da individuo; in altri termini, bisogna abiurare la propria fede e perfino violare il proprio giuramento per determinarsi da se stesso, anziché venir determinato da considerazioni d'ordine morale
(MAX STIRNER)

L’intelligenza pone questioni a se stessa che il dolore e il piacere, di volta in volta, rivelano. Evidentemente ogni situazione, definita in spazio e tempo, si differenzia e vive di vita propria. Cosi’, nel fluire, l’essere umano incontra un se’ mutevole che sconcerta. Non di suo, ma solo in rapporto con l’immutato. O meglio, con cio’ che, inquadrato nel flusso costante delle altrui volonta’, si vorrebbe immutato. Probabilmente, allora diremo, che lo sconcerto e l’esaltazione, sono frutto di una mancata sincronia nello sviluppo.Il passo fondamentale, probabilmente, e’ quello di imparare ad amare la vita per la sua capacita’ dinamica, accettando il fatto che la dopamina scorre e si deposita mai allo stesso modo e mai per renderci stabilmente sottoposti al fiume elettrico delle reazioni biochimiche. Il passo fondamentale, ancora meglio individuato, risulta probabilmente essere l’accettazione dell’effimero vitale. Della caducita’. L’accettazione di tale condizione e l’abbracciare la realta’ per come essa si esperisce, ovverosia per la sua instabilita’ e mutevolezza. Cio’ comporta la rinuncia alla fortezza. Il rifiuto d’ogni teoria di frontiera. L’abbandono di ogni aspirazione a fermare spazio e tempo nell’istante di felicita’, che e’ fugace e si tramuta, appena trascorso, in rimpianto e volonta’ di dominio. Il passo fondamentale, in ultima istanza, sembra essere l’accettare l’attimo e goderne. Meglio ancora, realizzare che la vita e’ quell’attimo e basta. E non una eredita’ monumentale a cui inchinarsi per gloria e storia.Pare altresi’ evidente come, da parte minuta del tutto, l’essere umano non possa mai prescindere dalla contraddizione. E che essa sia, in fin dei conti, una RISORSA. Perche’ e’ proprio il dispiegarsi della strada a dipendere in toto dall’essere contraddittori. E’ infatti proprio in virtu’ della non linearita’ dinamica dell’essere che noi umani, accettandoci in quanto auto-negazione continua dei nostri se’ precedenti e futuri, ci addentriamo nelle pieghe dell’apparente nostra incoerenza e, nel tentativo di risolverla, semplicemente “procediamo”.In fatto di etica e morale, prima ancora che in fatto di politica e convivenza, se ne desume che non puo’ e non deve esistere un codice valido ovunque e per sempre, se non forse quello dell’intelligenza, che vale da se’ e per se’. Essa e’, se non altro, la capacita’ di riconoscersi in uno specchio per tentare poi di decodificarsi, stupita dalla sua stessa natura di “essere”  allo specchio.I miti antichi sono pieni di questa notazione.Eccoci dunque giunti, in breve, alla questione politica. Dove, evidentemente, posta la somiglianza degli esseri, essi si riconoscono come singolo staccato e come insieme, perdendosi nell’infinita varieta’ di intermedi che esistono tra questi estremi posti a limite infinito. Poiche’ nessuno e’ mai solo se stesso e nessuno e’ mai completamente gli altri. Cio’ che pare chiaro e’ che posta la dinamica del divenire, la mediazione perde completamente di significato e si traduce in un semplice esplorare ed esplorarsi. Per fare cio’, ancora una volta, risulta necessario abbandonare ogni totem, ogni trono, ogni legge. Questi elementi sono infatti una ipoteca sul tutto, sul se’ e sul divenire. E il tutto, il se’ e il divenire, in questo angolo di prospettiva, come gia’ notato, risultano entita’ non ipotecabili. E’ a questo punto che, nella dialettica politica, sorge l’esigenza anarchica. Come rifiuto di un costrutto di mediazione capace di conservare l’inconservabile. In pratica e’ come se, nel mondo, spaventati guerrieri si ingegnassero per fare fortezza di un istante raggiunto, lo isolassero elevandolo a mito e a divinita’ e lo sterilizzassero per preservarlo dalla morte. Dimenticando pero’ che la morte e’ natura stessa della vita, e che non c’e’ contaminazione che sia incapace di penetrare qualsiasi campana di vetro. Qualsiasi maniero.Dunque, ogni “devo”, che sia imposto dal tutto o dal singolo, decade nel divenire. Segue il flusso che gli e’ naturale. Muore, concima e dona vita, negando in senso definitivo la determinazione in oggi della forma del domani. Conscio del fatto che neanche lo “ieri” e’ determinabile. L’uomo, nel tempo e nello spazio, come e’ evidente muta. E la coerenza, perduta nel mare in tempesta, sta solo nell’essenza stessa del vivere. Dell’essere vivente. Ogni altra forzatura e’ vano tentativo di golpe. Lo diceva bene Stirner, incitando gli uomini a rinnegare persino i loro stessi giuramenti. Poiche’ ogni altro governo del proprio esistere, inevitabilmente finirebbe per imprigionarli in qualche teoria di mediazione con istanze d’ordine etico e morale che, in breve, finirebbero per condurlo pur non assomigliandogli affatto. Istanze che, inoltre, si rivelerebbero immediatamente inutili al fine di mediazione dichiarato ma funzionali semplicemente al dominio e alla repressione.

1 commento:

  1. COMMENTI SPLINDER
    #1 17 Luglio 2011 - 21:22

    ...ho letto con molta attenzione e piacere queste tue parole che mi accompagnano, attraverso una sequenza di considerazioni che condivido pienament,e a conclusioni sulla vita personale e sulla politica che non posso che approvare. E poi la dopamina mi ha riportata ai tempi degli studi.... :-)))) Ciao... (luisa)
    utente anonimo
    #2 17 Luglio 2011 - 21:42

    bello come un assioma e quindi difficile da contraddire (Cinzia)
    utente anonimo
    #3 18 Luglio 2011 - 05:54

    @Luisa eh grande Luisa, anche io sono stato ad un passo dall'iscrizione a farmacia.. (anzi, al ctf)
    al_3_doppio_whisky
    #4 18 Luglio 2011 - 05:55

    @Professoressa.. brava! visto che si puo'?
    al_3_doppio_whisky
    #5 18 Luglio 2011 - 20:45

    ...Davvero? Incredibile...non ti vedo a lavorare in una multinazionale della non-salute....!!! ;-)
    utente anonimo
    #6 18 Luglio 2011 - 22:13

    ah si? e dove mi vedresti bene a lavorare? :)))
    al_3_doppio_whisky
    #7 19 Luglio 2011 - 09:24

    .... lavorare?...noooo....Ti vedo bene a cantare e suonare in cambio di vino e cibo...A scrivere ...a pensare ...ad amare :-)
    utente anonimo
    #8 19 Luglio 2011 - 12:34

    :)))) allora mi vedi bene!!!! grazie grande Luisa
    al_3_doppio_whisky
    #9 19 Luglio 2011 - 12:37

    ...eh ...sì...ormai ti conosco piuttosto bene... :-)

    Grazie a te grande Kap...

    utente anonimo

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