venerdì 20 gennaio 2012

SI SALVI CHI PUO' - VILLAGGI ECO COSTRUITI E AUTO-SOLIDALI (SPLINDER, 20 AGOSTO 2011)

Svegliarsi prima dell’alba mi piace sia in 
citta’ che in montagna, perche’ e’ impossibile 
non vedere sorgere il sole e pensare di aver 
vissuto in pieno il giorno. Almeno, questo e’ 
cio’ che a me sembra. Mi piace preparare il 
caffe’ per chi sta con me, e magari aspettare 
che uno ad uno, gli “altri”, vengano al tavolo 
della colazione. Assonnati. Cosi’ faccio ovunque 
io vada ed ovunque io sia. La settimana scorsa 
c’era un tipo, li’ dove ero andato a stare, che 
si svegliava poco dopo di me, ed anche a causa 
mia, per dirla tutta, poiche’ la cucina era 
sotto il soppalco su cui dormiva e l’odore del 
caffe’, essendo egli napoletano, non mancava mai 
di richiamarlo alla vita. Al terzo giorno, lungi 
dal risorgere, non essendo morti, abbiamo preso 
addirittura la decisione di sfruttare quel 
presto risveglio e di andare a passeggiare li’ 
sui monti, che incoronano il villaggio ecologico 
autocostruito di Eva, in Pescomaggiore, 
L’Aquila. Il tipo mio compagno di passeggiata 
capisce davvero poco di politica, devo 
ammetterlo, ma la cosa che mi ha colpito e’ il 
racconto che ha fatto della sua vita. In 
particolare degli ultimi suoi 4 anni. Anni 
durante i quali, smesso di lavorare, perche’ “se 
lo  poteva permettere”, ha girato il mondo alla 
ricerca di un posto dove mettersi in salvo, 
essendo egli un catastrofista. Mi ha spiegato 
che li’ dove eravamo la terra e’ buona, l’acqua 
non manca e si sta abbastanza in alto, casomai 
dovessero venire alluvioni. E mi sono ricordato 
del film sul 2012 con tutti gli effetti 
speciali, e le arche costruite dai ricchi per 
salvarsi dalle gigantesche onde. Mi e’ venuta in 
mente l’onda anomala che scavalca la corona 
dell’Hymalaia, ecco. Ed ho sorriso. No, non per 
scherno. Non mi permetto. Io vedo cose che gli 
altri non vedono. Beh, non mostri e fantasmi, 
per inteso. Vedo modelli di comportamento e gli 
effetti che generano. E quando cerco di 
spiegarlo, trovo infinite difficolta’. Quindi 
no, non ho sorriso per scherno. E da subito 
nemmeno me lo sono spiegato, perche’ ho sorriso. 
Mi sono detto che l’immagine dei monti intorno a 
L’Aquila sovrastati da uno Tsunami era immagine 
si’ grottesca da poter anche far sorridere. 
Comunque…. 
Il villaggio in cui eravamo, eco costruito ed 
autosolidale, e’ un progetto precedente al 
terremoto di due anni fa, che era fermo. 
Riguardava la rinascita di Pescomaggiore, un 
paesino ad una decina di km da Paganica. Poi il 
terremoto… ha ravvivato la cosa. Perche’ 
diciamocelo, chi avrebbe, tra gli aquilani, 
voluto vivere li’ su prima del disastro? Le case 
che hanno costruito sono di paglia, seppure 
piantate al suolo con cemento per via della 
legge italiana. C’e’ un orto sinergico, un bagno 
a secco, una doccia con pannelli solari ed una 
vasca per la fitodepurazione. Prima o poi 
funzionera’. C’e’ un piccolo ambiente comune, 
alcuni residenti e volontari, da tutte le parti 
del mondo. A parte uno di coloro i quali ho 
conosciuto, tutti gli altri, hanno i soldi. E 
si, perche’ ci vogliono i soldi per comperare la 
terra, ci vogliono i soldi per mettere 
fondamenta, ci vogliono soldi per costruire la 
casa. E ci vogliono anche soldi per 
sopravvivere, visto che nessun lavoro puoi fare 
li’ ad Eva, e che tra quelle persone c’e’ solo 
un agricoltore, e davvero non basta a nutrire 
gli altri con l’orto sinergico. Trovo sia un 
comune denominatore nei villaggi di questo tipo. 
La gente con un po’ di soldi puo’ pensare di 
fare che salvarsi, o reinvestire nel caso non 
accadesse nulla di drammatico. E’ il si salvi 
chi puo’. Nessuna condanna, sia chiaro, dico 
solo che Jacopo Fo e Alcatraz, e le realta’ 
consimili, sono un po’ come le arche di quel 
film catastrofico. Non generano nulla di buono 
tra gli umani. Perche’ salire sull’arca mentre 
il mondo affoga favorisce soltanto un senso di 
scollamento dalla specie con la quale 
condividiamo geni, origine e destino. Una lotta 
per quel posto da salvati. Nulla che richiami al 
genere umano. Nulla che richiami ad altro che 
non sia solitudine. Un po’ come il nazismo. La 
razza eletta che si salva alla faccia degli 
sterminati. Beh… buon viaggio arche. La gente 
scappa dalle citta’ multietniche scorse da 
questioni sociali irrisolvibili, con la speranza 
di salvarsi, o con l’ottusita’ di pensare che 
sopravvivere sia salvarsi. Certi occhi d’idiota, 
ho visto, che manco al mercato del pesce si 
vedono. Sui banchi dico, dove le triglie morte 
stanno fisse a non guardare. Ma bon, 
probabilmente e’ lo scollamento che li ha 
portati li’ sui monti, alla ventura. 
Diciamocelo, probabilmente avevano gia’ perso il 
contatto col pianeta madre, quando sono 
precipitati decidendo di imbarcarsi nel Titanic 
del si salvi chi puo’. Io ho visto posti 
occupati in citta’ dove i bambini provenienti da 
paesi, lingue, religioni e continenti differenti 
giocano insieme. Stracciati e sporchi, giocano. 
Con accenti diversi e lingue strane, giocano. 
Con la felicita’ negli occhi, con l’intelligenza 
nei movimenti, con l’umanita’ nei corpi. 
Ecco, quella mattina poi ad Eva, facendo ancora 
una volta il caffe’, a questo ho pensato, ed ho 
sorriso. Capendo stavolta. No, non per scherno 
di quei signori tristi e soli in fuga, 
sorridevo. Ma solo perche’ ho capito che io non 
ci vorrei mai salire sull’arca. Che a me il si 
salvi chi puo’ non interessa. Che se annegasse 
l’umanita’, io vorrei annegarci insieme. 

2 commenti:

  1. COMMENTI SPLINDER


    #1 20 Agosto 2011 - 10:27

    mi trovo per una volta totalmente d'accordo con te. non mi piacciono le sette, e in qualche modo eva mi sembra questo. affonderò anche io con l'umanità tutta. cantando e sorridendo. ciao compagno naufrago. ( e bada compagno non nell'insopportabile accezione politichese da revival nostalgico )
    utente anonimo
    #2 20 Agosto 2011 - 10:28

    Massimo, sono Massimo.

    utente anonimo
    #3 20 Agosto 2011 - 10:54

    mi piace quando qualcuno trova le parole giuste per il mio pensiero :) Aggiungo che, nei prossimi giorni, un mio caro amico deve, nel poco tempo libero che gli rimane nel suo lavoro a tempo pieno, fare dei lavori necessari nella casa in cui abita, farà lui stesso quei lavori perché deve risparmiare... perché nessuno si propone come volontario per aiutarlo? In fondo, mi sembra che ad Eva frotte di volontari lavorino a costruire abitazioni per TRE coppie... Va benissimo, nessun giudizio sul "fare per sé" o sul regalare le proprie energie a chi si vuole ma... non diamogli un senso diverso!

    (annalì)
    utente anonimo
    #4 20 Agosto 2011 - 13:42

    @compagno anonimo le parole ce le possiamo riprendere e regalare.
    al_3_doppio_whisky
    #5 20 Agosto 2011 - 13:43

    ..certo, massimo il troll/stalker :))))
    al_3_doppio_whisky
    #6 20 Agosto 2011 - 13:45

    @annalì ah ma sono anche disposti ad aiutarti nel costruire altre case.... se paghi e gli garbi. sul gli garbi niente da dire. sul se paghi... beh... semplicemente non mi sembra una soluzione a nulla che non sia il si salvi chi puo'.
    al_3_doppio_whisky
    #7 20 Agosto 2011 - 16:07

    devo aver lasciato la coda pelosa da qualche parte, però fisicamente da un punto di vista mitologico ci siamo (ehi stalker a chi?)

    lo sapevo che il nostro idillio sarebbe durato il tempo di un attimo

    massimo

    utente anonimo
    #8 21 Agosto 2011 - 10:28

    i bambini giocano insieme, stracciati e scalzi, dovunque si dia loro la possibilità di farlo: iniziamo con questo. Proseguiamo col 'comun denominatore' -il 'c'ho i soldi, quindi me lo posso permettere'- che rischia di essere un luogo comune (borghese assai, solitamente) per distogliere i molti dall'operare scelte di vita differenti e fuori dal sistema. Ci sono molti e molte che optano per il vivere in decrescita (e adottiamo i termini per pura convenzione comunicativa) e lo fanno compiendo scelte assai radicali -e senza una moneta bucata, o quasi- : e nn è un'arca, ma un impegno costante e una crepa dentro a un sistema economico (piccola o grande che sia, qui poco importa), lo stesso che conduce generazioni di disperati fuori dalle loro case di fango e verso periferie urbane incapaci di accoglierli (e, tra l'altro, potendo costoro 'salvarsi' -o pensare di farlo- in casa propria certo nn starebbero qui a ingoiare melma: e pure questa è questione di scelta, come gli aquilani/e prima del terremoto). Lascia stare eva o alcatraz, che nn fanno testo, e pensa alle comuni, dove si pratica altro e in altro modo. E certo è che dall'apocalisse, se mai ce ne sarà una, non basterà nessun'arca a salvarli, o a salvarci, che noi lo si voglia o no. (mondina)
    utente anonimo
    #9 21 Agosto 2011 - 13:08

    @mondina quindi dici che oltre ai villaggi eco auto etc etc ci sono persone che vivono in decrescita senza pensare di potersi salvare ma solo per scelta, per gusto, per inclinazione, per non viversela male. bon... lo sappiamo bene. io pero', come diceva un mio amico, sono ancora troppo giovane per ritirarmi in campagna. :)) oltre a tutto il resto che si puo' dire, tipo, gusto inclinazione e co stanno a zero di fronte alla terra che c'e' divisa per la popolazione mondiale che cresce. quindi che dire? beato a chi puo' farlo...?
    al_3_doppio_whisky

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  2. COMMENTI SPLINDER

    #10 21 Agosto 2011 - 16:36

    Anch'io non cercherei mai un rifugio per sopravvivere all'umanità... Anzi, mi ha sempre molto stupita il fatto che qualcuno pensi di potersi chiudere ad esempio in un rifugio antiatomico "con l’ottusita’ di pensare che sopravvivere sia salvarsi". Che salvezza sarebbe infatti? tra l'altro...che vita gli si presenterebbe "dopo" ? cosa troverebbe ? sarebbe ancora una vita la sua? secondo me no, sarebbe solo un'angoscia totale, alienante...staccata da quella che è la nostra partecipazione alla vita...
    Io infatti mi sento parte della vita che mi circonda, non ho inizio nè fine....con essa proseguo il mio cammino e con essa lo finirò...Non è salvando me stessa che salverò la vita...

    Se è questa la finalità di chi decide di andare a vivere ad Eva allora no, non la condividerei mai....Ciao Kap, grazie...
    (luisa)
    utente anonimo
    #11 21 Agosto 2011 - 16:39

    (ops...mi rendo conto di aver ripetuto la parola "vita" circa 100 volte in due righe...scusate...)
    (luisa)
    utente anonimo
    #12 21 Agosto 2011 - 19:19

    @Luisa oggi, e nonostante il capatone post sbornia, la parola vita non mi disturba affatto :))))
    al_3_doppio_whisky
    #13 21 Agosto 2011 - 19:26

    bene... :-) nemmeno a me...è stato spontaneo ripeterla :-)
    (luisa....e chi se no?... ;-) )
    utente anonimo
    #14 21 Agosto 2011 - 19:38

    mi hai fatto ricordare il caffè che un'alba hai preparato anche per me :)
    ho sorriso a quel ricordo***

    qualcuno si fissa al punto che costruisce rifugi antiatomici oltre che anti-sismici, che a dire il vero non piacerebbe a nessuno morire sotto un ammasso di macerie ma su questo a me piace pensare in maniera fatalistica piuttosto che prevenire disastri non prevedibili,
    ps. tremava spesso la terra a Messina ma non sono andata via per quello e l'unico terremoto che mi ha svegliato la notte fu qualche anno fa ad Oaxaca tra gli zapotechi del Messico. e all'indomani tutti ne parlavano, impauriti perchè il terremoto precedente aveva provocato danni e morti e parlarne forse allontana il pericolo, certo mentalmente, e non per salvare uno sparuto numero di eletti, quelli che portano il "fuoco"

    (angela)
    utente anonimo
    #15 21 Agosto 2011 - 20:04

    @angela come a Luisa, anche a me la storia dei rifugi antiatomici e' sempre sembrata assurda. piu' o meno come il nucleare in genere.
    al_3_doppio_whisky

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