venerdì 20 gennaio 2012

UN CAZZO IN UN LAGO DI BROMURO (SPLINDER, 9 DICEMBRE 2011)

Non credere nell’insurrezione, va bene. Anche se 
non capisco come si possa non credere in un 
fenomeno che capita, storicamente e 
ciclicamente, un po’ ovunque sul pianeta, da che 
dominio esiste e soggioga l’essere umano ad 
altro essere umano. Non credere nei risultati o 
nella natura spontaneista dell’insurrezione, va 
bene. O meglio, credere o ipotizzare che quei 
risultati saranno una peggiorativa, o che le 
insurrezioni siano escrescenze pilotate dal 
sistema, va anche bene. In fondo vuol dire avere 
dubbi (nel migliore dei casi, certo… che’ nel 
peggiore vuol dire cagarsi sotto), e comunque 
sta anche per “non credere” ad altro. E non 
credere, in generale, e’ sempre meglio. 
Arrendersi, pero’, e’ cio’ che piu’ esiste di 
desiderabile. Arrendersi all’evidenza dei fatti. 
Ma non tutti lo capiscono, non tutti godono. Ci 
sono tante sfumature di umani in questo pianeta. 
 C’e’ chi gode mangiando la merda. E 
probabilmente conta tanto quanto conta chi gode 
facendo l’amore.
E allora io mi voglio arrendere. Mi voglio 
arrendere all’evidenza di queste chiacchiere 
inutili intorno al che fare. mi voglio arrendere 
di fronte alla manifestazione di questi “io” 
soverchianti e vuoti. A questo autoritarismo. A 
questa incapacita’. Mi arrendo alla mancanza di 
stile, alla pacchianeria, alla mancanza di 
consapevolezza. Mi arrendo a chi fugge senza 
comprendere come un confronto, anche durissimo, 
sia indispensabile. Mi arrendo a chi tace, 
all’improvviso cambiando discorso. Mi arrendo a 
chi non capisce. 
Perche’ se un magistrato eroe della repubblica e 
dei giustizialisti  saluta i fasci di cacca 
(pardon, quiere decir casa) Pound ad un 
banchetto in piazza, cosa vi aspettate da lui se 
non che sia l’arma di altri vincitori tirata 
addosso alla schiera perdente? Cosa vi aspettate 
da lui se non che s’accompagni ai gorilla che ne 
faranno oggetto di protezione? Cosa vi aspettate 
da lui se non che sia strumento di quel sistema 
ove occupa il suo spazio e soggiace a chissa’ 
quali interessi?
Ecco, mi arrendo a tutto. Al fatto che ormai 
sento solo domande sconfortanti su punti 
evidenti che struzzi degeneri vogliono solo 
evitare di sentire. Ecco mi arrendo, non piu’ 
domande. Da oggi, al limite, cinghiate.
Ecco, mi pare sempre piu’ vero: la critica serve 
come un cazzo in un lago di bromuro.









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