venerdì 20 gennaio 2012

UN OTTIMO METODO PER DISFARSI DEI RE SENZA PASSARE PER LA GHIGLIOTTINA - PUO' COMINCIARE LA GUERRA PARTE 2 , PUO' COMINCIARE LA GUERRA P 1 (SPLINDER LUGLIO 2011)

UN OTTIMO METODO...
(26 LUGLIO 2011)


Perche’ dovrei riconoscere uno stato palestinese 
se non riconosco quello italiano? Sarebbe come 
riconoscere ai palestinesi lo status di 
palestinese, ammettendo con questo che possa 
esistere una connotazione diversa da quella 
geografica indicata dal nome di cui sopra, 
magari parlando di identita’, di territorialita’ 
e appartenenza, o di politica. 
Mi si dice che ognuno deve essere libero di 
gestire il proprio territorio. Come se, divisa 
la terra in tanti fazzoletti e assegnato ogni 
fazzoletto ad un numero di persone, a queste 
persone quel fazzoletto potesse appartenere, e 
non accadesse invece il contrario. In effetti 
assegnare un pezzo di terra ad una presunta 
identita’, vuol dire fare di quella identita’ 
una stirpe di esseri con diritto su quel 
fazzoletto, e di li’ a poco osservare come la 
stirpe diventi luogo di stratificazione sociale, 
e di come nella stratificazione una elite 
finisca per impossessarsi della gestione di 
quelle risorse che sono sia il territorio 
assegnato, sia la popolazione che stanzia o 
transita su quel territorio. (Ammesso e non 
concesso che non sia possibile un processo 
differente di formazione di uno stato nazionale, 
e che cioe’, sorta una elite, a questa venga 
assegnato in dote uno spazio e tutti gli schiavi 
che ci abitano sopra.). Inoltre io non penso 
proprio che vivere su di uno spazio e farlo da 
generazioni o transitarci periodicamente e 
comunque viverne, conferisca a chi lo fa un 
“diritto” su quella terra. La terra e’ unica, e 
noi siamo su di essa di passaggio. Consumarla, 
sfruttarla, succhiarne ogni risorsa, non e’ che 
oltraggiare la vita. Adesso, il diritto e’ solo 
una parola, e quindi un arbitrio, e puo’ anche  
esistere, se lo decidiamo e imponiamo, il 
diritto alla distruzione… ma, rieccoci: posta 
questa premessa, puo’ cominciare la guerra. La 
terra e’ unica, si diceva, e trattandola e’ 
meglio comprendere come si stia trattando allo 
stesso modo la vita. Quella dei vicini, quella 
dei coabitanti, quella di coloro i quali ci 
permisero di nascerci comportandosi con 
morigeratezza, e di coloro i quali verranno, se 
mai glielo concederemo. Adesso uno puo’ anche 
decidere di essere il centro del mondo e che il 
mondo debba iniziare e finire con lui… ma 
pretendere anche che quel diritto gli venga 
riconosciuto, mi sembra proprio troppo. Ecco, si 
dovrebbe parlare non di diritto, ma di 
RESPONSABILITA’. Chi vive e opera su di un 
territorio, se vuole evitare di finire con 
l’esserne schiavo o perennemente in guerra, deve 
semplicemente comprendere come la terra sia 
unica e di tutti e di come di quella terra (come 
delle altre) egli non abbia nulla se non la 
responsabilita’, come ce l’ha della vita. Non mi 
sembrano concetti troppo elevati. Alla fine pure 
un nazionalista, anche se sedicente anarchico, 
dovrebbe essere in grado di comprenderli. Ecco, 
mi auguro altresi’ che lo stato palestinese, 
riconosciuto dalla comunita’ degli altri stati 
nazionali (che poi vorrei capire cosa mai 
sarebbero sti’ stati nazionali), istituisca la 
pena di morte, il carcere piu’ duro che ci sia, 
e decida di puntare tutto sulla produzione di 
energia nucleare. Cosi’ vediamo cosa 
continueranno a pensare gli anarchici farlocchi 
dell’autodeterminazione dei popoli.
E smettiamola con tutte le menate sui cedri che 
si sentono da infiniti anni. Il problema non e’ 
che non esiste uno stato palestinese, ma 
piuttosto che gli uomini si identifichino con 
feticci nazionali. Cioe’, sara’ vita quella 
degli israeliti? Militari sempre e religiosi per 
sempre. E fare una copia antagonista a questi 
servi creando una stirpe di sfruttati invasati 
chiamandoli palestinesi e dando loro un 
fazzoletto di terra (che tra l’altro 
gia’abitano) sarebbe la soluzione alle 
sofferenze degli uomini che vivono in quel 
posto? Almeno lo scetticismo, consentitemelo.
Non c’e’ definizione di etnia, razza, popolo (o 
credo e chi ne ha piu’ ne metta) che non sia 
funzionale al dominio di esseri su altri esseri. 
Semplicemente non esistono ucraini e francesi, 
se chi vive in Ucraina e Francia smette di 
riconoscersi in un fantoccio culturale, e 
comincia a considerarsi essere vivente e basta. 
Questo e’ un metodo ottimo, tra l’altro, per 
disfarsi dei Re senza passare per la 
ghigliottina.






PUO' COMINCIARE LA GUERRA (PARTE PRIMA)  
(21 LUGLIO 2011)



Prima o poi la capiro’ questa esigenza di protagonismo che non m’assomiglia, questa voglia di centralita’ che non m’appartiene, questa smania di dominio che mi provoca solo un effetto ansiogeno a cui porre rimedio non so. Prima o poi. Per adesso vedo solo idee nell’aria che volano e gente pronta a tutto pur di fermarne una nel proprio corpo reclamandone l’esclusiva. Le persone si attaccano a tutto pur di non imparare a vivere lasciando tranquilli gli altri: si attacca ad idee che non comprende, a pose snob per quelle due virgole che ha imparato a mettere, alla “cultura”, figlia prediletta d’ogni atto repressivo, alle opinioni dei piu’, alle opinioni dei meno che sono uguali a quelle dei piu’, a opinioni insomma che non condivide se non ad un livello superficiale, e solo in funzione del quieto vivere, del fare massa, del fare coro. Salvo poi urlare la parte identica, cercando di spiccare come farebbe un verde su un altro verde. Guardami mondo, io sono piu' uguale degli altri. Guardami mondo, interpreto la poesia come nessuno altro prima di me seppe fare.Probabilmente il dubbio sfiora le persone, che pero’ sono brave a fare corazza. Ecco, magari e’ per quello che si cementano e omologano. Per resistere ai dubbi atroci. Perche’un dubbio DEVE venire, mi dico io. Cioe’, se hai un’opinione uguale a quella di tanta altra gente, possibile che non ti venga il sospetto che quell’opinione possa non essere esattamente tua? O ancora, se la tua opinione nasce dentro un vaso di disciplina, possibile che non consideri il fatto di essere piu’ o meno come un cetriolino sottaceto? Ecco, magari prelibato e costosissimo, di quelli che si trovano in vasetti profumati prodotti in numero limitato, o venduti come tali, ma sempre cetriolino rimani. Le opinioni sono tutte buone, mi dicono. E i punti di vista sono punti di vista, e valgono tutti allo stesso modo. Resta il fatto che il fuoco brucia, che la pioggia cade e che la polvere si alza e copre tutto, se battuta dal vento. Almeno cosi’ e’ oggi, su questo pianeta. Ma certo, a qualcuno puo’ convenire che il fuoco bruci, che la pioggia cada e che la polvere copra tutto. E a qualche altro no. Ecco, sono questi per me i punti di vista.
Puo’ cominciare la guerra.



3 commenti:

  1. #1 26 Luglio 2011 - 11:15

    Ormai la storia è così lunga che è difficile capire chi sia il buono e chi il cattivo. I palestinesi da un giorno all'altro si ritrovano sottratti del loro Stato a favore di Israele. I soldati israeliani sparano e ammazzano un palestinese. Un familiare palestinere che perde una persona sotto i colpi del fucile israeliano decide di vendicarsi e si fa esplodere. Io non giustifico spari né attentati, ma quando una persona perde amici e parenti, nel clima di odio che c'è lì viene da pensare - adesso ne ammazzo 30 per vendicarmi -.

    Chi governa sfrutta questa situazione, non sia mai che si cerchi dopo anni di giungere alla pace. Gli USA pensano ai rapportii con Israele e se ne infischiano di intervenire: solo Clinton ci provò e per un periodo ci riuscì - almeno all'apparenza.

    A chi dice io sto con Israele o io sto con la Palestina, vorrei chiedere se sa almeno la storia. Se la sa, poi è libero di schierarsi, ma guai fare schieramenti senza manco sapere tutta la storia. Io preferisco rimanere sopra le parti.

    Scusa il commento lunghissimo :-D
    utente anonimo
    #2 26 Luglio 2011 - 12:05

    ma scherzi? ben vengano i commenti lunghi o corti che siano. io penso che quando si e' all'interno di un contenitore e li' non c'e' soluzione (e' la situazione che descrivi te) essa, se c'e' possibilita' che esista, sia necessariamente al suo esterno. ecco, a me sembra, come scritto nel post, che all'interno ci sia solo guerra, e che le pareti di questo contenitore siano le mere appartenenze a fantocci costruiti sulla morte, la guerra e le separazioni. e' l'appartenenza che discuto. perche' e' oltre quella che forse c'e' una possibilita'. all'interno, lo ripeto, vedo solo guerra e sfruttamento.
    al_3_doppio_whisky
    #3 26 Luglio 2011 - 12:19

    Sono d'accordo con te.... anch'io mi sento parte dell'umanità e non di un popolo che qualcuno ha definito e deciso che esistesse in nome di un potere su di esso e a costo di vite umane...Certo guardando la situazione della Palestina vedo violenza e prevaricazione su quel popolo , ma mi rendo conto che se le premesse fossero altre non si sarebbe a questo punto...nè si andrebbe in quella direzione che tu giustamente paventi...
    .Ciao Kap
    (luisa)
    utente anonimo
    #4 26 Luglio 2011 - 12:24

    siamo tutti sotto un unico cielo!!!
    io penso comunque che possano coesistere etnie o appartenenze, di gusti, colore della pelle, religione o quel che si vuole!! ma è lo stato e l'appartenenza ad una bandiera piantata che genera distruzione!
    utente anonimo

    RispondiElimina
  2. #5 26 Luglio 2011 - 14:19

    @Luisa cosa pensi dei palestinesi che si fanno saltare in aria?
    al_3_doppio_whisky
    #6 26 Luglio 2011 - 14:21

    @Anonimo fuoco alle bandiere!!!
    al_3_doppio_whisky
    #7 26 Luglio 2011 - 18:11

    ...penso che siano dei disperati ...
    utente anonimo
    #8 26 Luglio 2011 - 19:41

    Una speranza c'è: una volta avevano intervistato alcuni israeliani e palestinesi: questi avevano detto che loro non sentivano questa tensione con i "vicini", le vedevano come persone normali e non gente da uccidere.

    Siccome alla fine fa più clamore uno che uccide di 1000 che sono pacifici, io non vorrei che le notizie che arrivano a noi le interpretiamo come se tutti si ammazzano tra loro, quando non è affatto così, anzi i violenti sono in minoranza.
    utente anonimo
    #9 26 Luglio 2011 - 19:58

    non ne ho idea, non ci sono mai stato. dubito che la tensione sia pero' a livelli sopportabili. in ogni caso, li' come qui, ci saranno di certo delle persone come me che si rifiutano di risolvere la propria esistenza in una appartenenza. da quelle ti puoi aspettare che non vedano nulla li' dove altri indicano e/o vedono differenze.
    al_3_doppio_whisky
    #10 26 Luglio 2011 - 20:00

    disperati sicuramente. ma non basta la disperazione per farsi saltare in aria.
    al_3_doppio_whisky
    #11 27 Luglio 2011 - 09:39

    ...sì, avrei dovuto scrivere che sono dei disperati islamici...
    (luisa)
    utente anonimo

    RispondiElimina
  3. #1 22 Luglio 2011 - 07:31

    ho solo il dubbio che comunque da un sistema si possa passare ad un altro e che a qualcuno conviene sempre qual che il fuoco ha bruciato (Cinzia)
    utente anonimo
    #2 22 Luglio 2011 - 07:59

    http://www.youtube.com/watch?v=uXZjL3BYqOY&feature=related
    utente anonimo
    #3 22 Luglio 2011 - 08:34

    @Cinzia (nel ruolo di Cassandra piu' che mai :))) ) il fatto e' che, a quanto pare, la guerra si porta via anche certi dubbi. li rimanda a settembre o li sospende.
    al_3_doppio_whisky
    #4 22 Luglio 2011 - 08:35

    @anonimo weh la prima canzone di daniele silvestri (il figlio del coautore del maurizio costanzo show) a.... san remo!!!
    al_3_doppio_whisky
    #5 22 Luglio 2011 - 09:23

    Mi è tornata in mente un frase di Anton Cechov "Una volta nel gregge è inutile che abbai: scodinzola!" MASSIMO

    utente anonimo
    #6 22 Luglio 2011 - 11:19

    @MASSIMO nn so. il senso del post, o insomma, di quello che cercavo di esprimere, sia in questo che in altri, e' che in rapporto alla reale situazione (politica, sociale, psicosociale) che uno abbai o scodinzoli, che uno stia o non stia nel gregge, che uno stia in questo piuttosto che in un altro gregge, la guerra sembra inevitabile. cioe', ad un certo punto, ed e' solo constatazionismo il mio, pare chiaro come il conflitto sia inevitabile.
    al_3_doppio_whisky

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