domenica 25 marzo 2012

DALL'ILLUMINISMO ALL'ENEL

L'istruzione non e' piu', se mai lo e' stata, propulsione al progresso sociale. Avere la possibilita' di studiare non risulta alla fine essere un modo per emanciparsi. Anzi, a quanto pare, sembra essere tutto il contrario di questo. Del resto, un sistema che istruisce, facilmente tende a riprodursi insegnando (“inculcando” cit, Annalisa Tinozzi) se stesso, replicandosi, impedendo che ci si liberi dai suoi propri canoni e principi. Tende, il sistema che istruisce, piuttosto ad evitare che gli istruiti si possano pensare in maniera differente o autonoma rispetto ad esso. A scongiurare il pericolo che lo superino e se ne liberino per evolvere.
Sapere e' potere, diceva qualcuno. Ecco, forse sara' anche cosi'. Ma nessuno in realta' sa niente. Neanche se questa relazione tra sapere e potere sia vera o no. E in fin dei conti, mio padre, operaio figlio di portuale, non avrebbe voluto che io studiassi in ragione di un progresso sociale, ma per semplice ambizione. Cio' a dimostrazione del fatto che non da oggi i pesci abboccano al sapere e' potere e che non da oggi il fascino del potere non lascia indifferenti nemmeno quelli che, se avessero un minimo di cervello, per ceto, dovrebbero solo provare ad abolirlo sto' potere, piuttosto che cercare di conquistarselo. Adesso... esiste un test gestaltista detto test di Bender. Si tratta di copiare fedelmente 9 semplicissime figure geometriche. In genere, l'abilita' richiesta per riuscire nel test, appartiene gia' agli umani che abbiano compiuto 4 anni, a scanso di deficienze cerebrali. Quindi immagino che chi faccia o abbia fatto studiare i figli (o chi studi) per ambizione, scambiando l'avanzamento nella scala sociale per progresso sociale, sia piu' o meno come un cerebroleso incapace di percepire “correttamente” una forma geometrica. Nella fattispecie, una piramide. La quale certo, non e' una forma geometrica semplicissima, ma di contro raramente ci si iscrive o si viene iscritti all'universita' all'eta' di 4 anni. Dunque: se fai il minatore e mandi tuo figlio a scuola e cosi' fa anche il tuo collega e l'altro collega ancora, domani, quando ci saranno non piu' tre minatori ma tre ingegneri, cosa accadra'? Perche' chiaro, i minatori si fa sempre in tempo a procurarseli (basta andare a schiavizzare un popolo in Africa, per esempio. Disperargli la vita cosi' tanto che magari quelli che riescono a scappare dai loro deserti di uranio impoverito manco se lo chiedono se e' meglio o peggio la miniera con la catena piuttosto che il deserto con la bomba.). Ma degli ingegneri che ne fa la piramide? Perche' per quanta base ci sia, per quanta ne esista, il vertice resta quello. Mi spiego meglio a beneficio di coloro i quali risultino ancora piu' scemi di me: posta una piramide, per quanto ampia sia l'area della sua base, qualunque misura corrisponda alla sua altezza, alla fine chiude sempre con un punto. Quindi non c'e' numero limite per chi vive con la faccia per terra. mentre c'e' solo un posto li' in cima. E' facile. Beh, c'e' un'altra valutazione da fare in realta': la base poggia sulla terra o su un altro sostegno. Quindi alla fine non e' nemmeno vero che l'area alla base sia senza limite di ampiezza. Ovverosia, sostituite alla parola terra la stessa parola con l'iniziale maiuscola (= Terra), e vi sembrera' lampante il problema: non possiamo mica diventare 40 milioni di umani qui su questo sostegno! Ecco, allora, tornando ai tre minatori coi tre figli ingegneri, cosa dobbiamo dire? Dobbiamo dire che leggo di gente che si trucca il cv per farsi assumere. Perche' la laurea e' un handicap. Perche' tu hai studiato da ingegnere, cazzo, ma qua servono (pare e seppure) solo minatori. E leggendo questa notizia, a destra, mi brilluccica un banner pubblicitario che conferma: non si studia per il progresso sociale (= arrivare a vivere in una struttura orizzontale anti-autoritaria dove nessuno ti impone di dover faticare, nessuno ti ricatta per permetterti di vivere e nessuno si trova nell'aberrante condizione di implorare altri d'essere preso a lavorare, di vendere e svendere la sua forza lavoro piu' o meno come si fa con le pere al mercato) ma "la laurea e' un investimento" (slogan di qualcuno che vuole tipo non so quanti mila euro per farti prendere sto' pezzo di carta). Quindi ovvio: da un lato (anche) chi ha studiato prega lavoro tanto da cercare di farsi passare per uno senza titoli; dall'altro, se vuoi un motivo per farti due palle appresso alle facolta', te lo spiega il mercante di turno qual e': segui l'ambizione e scala il potere... fai l'investimento. Come dire, emancipazione da che?

ps
Credete che la laurea sia un investimento? Bene! Ne vendo una mai usata.


al_terzo_doppio_whisky

17 commenti:

  1. non tutti hanno la testa adatta allo studio mentre tutti potrebbero,potenzialmente ,fare lavori manuali o che "non richiedono mica una laurea",tanto per citarti. ti sfido chiunque a fingersi ingegnere aereo spaziale,tanto per dire la prima che mi è venuta in mente (C)

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    1. e io sfido Einstein a fingersi minatore. (il fatto che la carne da macello sia potenzialmente ricavabile da ogni bestia dipende solo dal fatto che le bestie in questione vanno macellate. alla fine un individuo fisicamente inadatto a sobbarcarsi il lavoro in miniera che viene costretto a lavorarci semplicemente campa di meno e peggio di chi al contrario suo ha una struttura psicofisica piu' resistente... alias: "..mentre tutti potrebbero potenzialmente fare lavori manuali" la minkia :))) )

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  2. minkia una minkia...per manuale intendo quaalsiasi lavoro che non richieda studio sui libri.mica esiste solo il lavoro da sforzo fisico,metti il calzolaio,no? dopo la pizza che ho fatto ieri sera ho deciso che,al limite,farò quella se mi licenziano

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    1. e tu pensi che sia lo stesso fare suole e scarpe?

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    2. ps se vuoi sfido Einstein a qualche lavoro dove ci vuole meno sforzo e qualche altra attitudine sempre non da studio...

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  3. o la donna delle pulizie...ti fai un mazzo così ma quello lo so fare alla grande,devi vedere con che professionalità e precisione lucido qualsiasi cosa

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    1. io faccio schifo. come donna e come pulizie.

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  4. avrai pure qualche virtù da qualche parte :)(Cinzia)

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  5. emancipazione che serve alla società dei consumi per poter spendere e apparire, senza occuparsi minimamente dell'individuo, dei suoi bisogni, del suo benessere, della sua felicità.

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    1. forse dovrebbe essere l'individuo a preoccuparsi per se stesso, senza aspettare la scocieta'. senza introiettare. aleggia lo spettro de il suicidio di durkaim.

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  6. ah ma tu sei individualista? allora non corri il rischio del suicidio a cui fai riferimento [me lo son dovuto cercare :)))] penso che difficilmente si possa attuare la condizione di una società che si preoccupi di tutti, forse si faranno al massimo le assemblee di maggioranza!!!!!

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    1. non so, non ho ancora ben capito come funziona. sicuramente immagino che la realta' che viviamo sia un aproduzione collettiva. e questa affermazione ha vari livelli di applicazione. e chiaramente il sistema non risponde delle particolarita' di chi lo genera, se ne sbatte, per dirla alla volgo. ha una sua vita propria. di contro lo generiamo tutti insieme. per il resto... si sono individualista. se non mi scambi con particolarista, mi sta bene :)

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  7. Una ormai consolidata logica aziendale tende a promuovere e dare posizioni di comando ai più incapaci, lasciando che i "capaci" in quanto tali riescano a svolgere ugualmente il lavoro necessario nonostante le assurde direttive dei loro incompetenti capi. E' evidente, infatti, che il contrario, cioè un capo che conosca il lavoro e i sottoposti che lo svolgono male, porti al fallimento.

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    1. ma i capaci sono incapaci allo sciopero bianco...

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  8. Se uniamo le nostre due "ancora nuove e imballate" al prezzo di una dici che qualcuno le compra?! Io credo di no...

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    1. abbi fiducia. ci sono ancora tanti fessi...

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