lunedì 12 marzo 2012

EROS E THANATOS

Eros sorride raggomitolato sul tavolo. Corvini i capelli, fino a qualche tempo fa. Adesso il bianco li chiazza. I capelli e pure la barba. Sembrerebbe Dartagnan, se non fosse cosi' tanto magro. Allegro e un po' eccitato dice che e' una bella serata questa, che si puo' cercare di capire come mai non ci si riesca ad organizzare, date le varie realta' presenti sul territorio, date le apparenti volonta' in convergenza. Che stasera col confronto, insieme al Visitatore, si puo' cercare di vedere quale tipo di impegno serva condurre anche qui per riprodurre la liberta' cosi' come appare riprodotta, in germoglio, barricata nella lontana comune libertaria di Thanatos. Io il Visitatore l'ho gia sentito parlare un paio di volte tanti anni fa, all'inizio della sua carriera di PR libertario. E' un uomo di spessore, quando si esprime dosa bene il dialetto, le pause, i concetti. la sincerita' e la paraculaggine contadina. E' un idraulico, di base lui, mica un capraro. Pero' a fare i bagni non ci vuole questa grande scienza, e nemmeno la provvidenza. In fondo, almeno per i cessi, basta volerli e sono fatti. Di Eros so che preferisce cagare nelle fasce, piuttosto. Mi piace per questo. Senza ombra di dogmatismo ha preso la decisione a lui piu' congeniale. Sono saliti sul monte, certo non infinitamente distante, lui e la sua ragazza, e le sue capre. Anche qui la scienza non serve. Basta vedere dove c'e' spazio e sapersi adattare. Basta capire cosa si ama e cosa ci fa stare male. Per questo stasera che lui e' contento io sono basito, quasi incredulo. Il Visitatore di bagni ne ha costruiti undici nella comune. L'ha fatto sul serio. Come sul serio dichiara che hanno lavorato, lui e le comunarde, una media di 2mila e passa ore l'anno, quasi il doppio di un operaio. E per mettere su quell'impianto di cascina e uliveto, di soldi ne hanno raccolti uno scatafascio. E giu' economia e turni di lavoro e autocoscienza e altre menate del genere. E contabilita', pianificazioni, e ricerca di forme legali per tutelarsi nei confronti delle leggi di altri in cui vivono dispersi. Facciamo una srl? Una spa? Una impresa uninominale? Alla fine hanno optato per la realta' cooperativa. Solo formale, chiaro. Tra le 12 comunarde. Gli esterni invece no, quelli possono venire e andare, nulla gli puo' appartenere. Una settimana a Thanatos non te la toglie nessuno se vai sul sito e poi telefoni, se la tua voce piace a chi risponde. Ma nemmeno ti garantiscono l'ottavo giorno. Il Visitatore cosi' conclude. Sembra davvero che abbia la mania di Excel, questo 50enne leccese. Ed Eros li' con le capre vive insieme a una candela. Ha un pannello solare raccattato nella monnezza con una sola batteria, e quando quella finira' stara' senza l'unica lampadina che gli resta. Non ho idea se sia a conoscenza della mera esistenza di certi software utili alla gestione delle risorse. Tanto a contare le capre non serve mica un calcolatore elettronico. Ne avra' una decina, e dieci dita gli vanno giuste giuste, semplici semplici a non farsi mai un solo torto. Eppure Eros ascolta il Visitatore, e gli pare che sia la saggezza fatta uomo. A me sembra un topo furbo dentro al laboratorio, invece. S'e' fatto la reggia, ha trovato la sua strada. Va tutto bene, lo reggo, una scelta poco conforme alla mia volonta', ma chi se ne frega. Contenti loro, quelli che a Thanatos hanno investito la loro esistenza, chi volete che vada in paranoia? Il Movimento li ha foraggiati e continua a farlo. Compagni pagano affinche' esista una alternativa al capitalismo. Certo non so quale alternativa sia questa, se davvero vive di finanziamenti e commercio. Chiaro, non finanziamenti statali, ma il Visitatore ammette che se per caso una universita' volesse intervenire, a loro farebbe anche piacere. Pensa te, come e' strano il mondo. Questi vivono in Puglia ma e' come se avessero il deserto intorno. Poi ad un certo punto si lancia persino in un allungo filosofico, anzi storico per dirla bene. E critica l'epoca in cui altri invece che nella costituzione della comune preferivano investire in preparazione a scontri di piazza, a guerriglia e rapine. Dice che s'e' visto quale fine abbiano fatto quei movimenti, e' sotto gli occhi di tutti. Niente che rimanga, nessuna storia, nessuna particella ancora attiva. Mi si gonfia lo stomaco allora. Uscendo penso che si, quelli non hanno fatto la rivoluzione, ma a Thanatos, in fin dei conti, questi altri hanno solo messo su una cooperativa. All'esterno del circolo trovo ragazzi annoiati, che ridono di casi loro particolari. E un altro capannello di tre che si sferrano addosso frustrazioni e vagheggiamenti. Un tizio col cane e qualche dredd appiccicato sotto al cappello tiene a precisare che lui e' ventimigliese di nascita, ma ha vissuto per 10 anni a Zena. E che si, per una cosa del genere ci starebbe con tutto il suo impegno, mica a fare come quelli di ottobre a Roma, cose senza senso. Gia' me lo vedo che caga nelle fasce, e che non avendo capacita' di farsi finanziare dai compagni (ormai le rapine ognuno se le fa per se') chiede moneta contante ai suoi parenti. E quelli magari glieli danno pure, basta che se ne stia distante. Allora e' evidente, chi sa e chi non sa, prima ancora di come stanno le cose, anche solo quello che vuole per se' e per la sua gente. E' evidente che le storie sono molte, variabili e senza contorno, appannate il piu' delle volte. Altre ancora sono nitide in facciata, ma non si sa mai bene cos'e' che dietro quella faccia poi alla fine si nasconda. Movimenti internazionalisti, campanilismi, catastrofismi a iosa. Sogni ad occhi aperti di un universo diverso da copiare al banco vicino, al compagno piu' bravo, visto che non si e' in grado di produrre un cazzo, con quello che realmente si ha in mano. Con quel materiale povero, spontaneo e reale che veramente siamo.


al_terzo_doppio_whisky

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