domenica 22 luglio 2012

DOXA vs EPISTEME


Eraclito si gira per un solo istante, un lunghissimo istante, e mi fissa qui negli occhi. Mi ci fissa con una tale intensita' che l'istante si dilata, si dilata solo per me e per lui, e diventa una mezza giornata di sole trascorsa al mare da adolescenti, con i rispettivi primi amori, a spartirsi quella bella avventura e la giovinezza in un idillio di colori e calori e sapori e ricordi che resteranno indelebili cenni, testimonianza portata alle nostre esistenze. Come dire - fratello, io lo so che c'eri tu e c'ero io anche se tutto il mondo sembra dimenticarlo-. In quell'istante mi pare di comprendere come nel particolare viaggi l'infinito, come tutto si ripeta a identico sigillo dell'immobile plesso che separa il senso dal nepotismo, la limpida acqua sorgiva dal tanfo degli scarichi fognari, la pienezza della sincera comprensione dall'omerta'. In quell'istante mi pare di riconoscere un perche' a questo mio viaggiare, a questo mio lottare in seno ai principi che fanno di un logico mandato, un luogo salvo dal serraglio.
L'istante, benche' lungo, passa. E passato quel momento cinque persone, salde nel loro famelico branco, mi attorniano e citano in coro Voltaire. E mi indicano come modello principe dell'essenza autoritaria. Per fortuna lo sguardo di Eraclito mi e' rimasto dentro incancellabile, cosi' riesco a sorridere. Ancora a sorridere. Non esiste la verita'. Ognuno ha la sua opinione. Non hai nessuna verita' in tasca. Ringhia il branco. E se mi cerco in tasca, ha anche ragione.
Sento, in quel momento, una mano sulla spalla. Con la coda dell'occhio sbircio e vedo Socrate, e adesso un po' mi preoccupo, perche' so, almeno da quanto mi hanno detto, che Socrate usa fare dei severi culi ai giovinetti. Non che io sia giovinetto, ma sono giovanile il tanto che basta. O forse no, ma rischiare una supposta indesiderata mi pare davvero poco divertente. Socrate pero' non ha da chiedermi niente, solo da rincuorarmi, perche' si sente un po' chiamato in causa. Mi accenna un occhiolino, e non come se ci stesse provando, ma tanto per dirmi che nessuno possiede la verita', e' cosi', ma non si dica mai che ci si scansi dal cercarla. E che una opinione ha un valore solo se la si mette in gioco, solo se la si misura con quella degli altri. E non per sopraffare, ma per costruire. Per arrivare a descrivere il vero al meglio che si riesce. Cosi', confortato un po' dal messaggio un po' dal fatto che il vecchio non mi voglia inculare, mi rivolgo al branco e sorrido ancora.
Il branco oppone un altro coro con una frase chiusa, che contiene una certezza, tanto piu' certa poiche' condivisa. E non serve, mi dice, che io contesti la veridicita' di quanto afferma. Poiche' ogni fatto che io possa portare a loro non interessa. Non si sforzera', quel branco, di condurre prove di quanto afferma, di cio' in cui crede. Mi ripetera' come per esso stanno le cose senza misurare, senza controbattere, senza tentare nemmeno di confutare le prove che accumulo a sostegno della mia tesi. E che la mia non e' una tesi, non e' un progetto, non e' una prova e nemmeno un fatto. Che la mia e' una opinione, e vale quanto quella del branco.
Cosi' sollevo un panno e lo immergo nel pozzo. Ne esce zuppo e glielo butto in faccia. Il branco lo nega ancora, che l'acqua e' bagnata. Urla che no, e' secca. 
Poi comincia a prendermi a sassate.
E' una grande bugia quella venduta ai cretini e che vuole ogni opinione identica in dignita' alle altre opinioni. Il rifiuto totemico che si oppone al pensiero e' il padre di ogni ismo autoritario. Il ceppo, la pira, la croce uncinata, il gulag.

Cosi' sotto 50 chili di sassi sbircio ancora da un angolino il cielo. Li' in alto si affaccia un sofista a caso e mi fa il verso. Mi dice che avrei dovuto dare retta a lui, e che avrei dovuto usare la dialettica non per costruire una realta' comune, ma per sopraffare gli idioti. Per soggiogare. Per ipnotizzare.
Mi guarda beffardo e mi indica Socrate che beve il veleno.
Io penso ad Orfeo.
Scappo nel senso e rinuncio al tormento.
La verita' non e' un posto sconosciuto. E' un talamo fabbricato con le mani di tutti.
E tutti, in maggioranza, anche se si dicono democratici citando Voltaire, sorpresa sorpresa, sono solo nazisti di merda.
E senza aspettare piu' Socrate, in solitaria, distinta s'infiamma la certezza che si, esistono anche opinioni indegne e che non tutti dovrebbero avere la possibilita' di parlare. Perche' quella e' una responsabilita' troppo grande. E ai danni che fanno gli idioti costruendo la realta', non c'e' verso di rimediare.

Ma la pioggia cade dall'alto e bagna la terra. Le piante crescono, gli animali ci si aggirano, ovunque meno che nel deserto, dove invece scorpioni velenosi scavano dune e si infrangono nella notte. L'autorita' non e' che una bugia venduta agli idioti, il puntello semplice a cui si aggrappa la stupidita' per sognare un altro mondo. Uno che non esiste, uno illusorio. Uno nel quale, la liberta' negata, non sia solo uno sputo, un minuto, un incubo che svanirà presto con l'alba.
Balla adesso il branco, e non e' convinto di niente. Sa solo ripetere il mantra.
Eraclito mi regala ancora un ultimo fugace sguardo, anche questo eterno. Ci sono attimi di felicita' che valgono qualsiasi solitudine. Qualsiasi tormento.



al_terzo_doppio_whisky

25 commenti:

  1. Alpexex, questo post è fantastico, mi ha incantata questo intrigo di filosofi/filosofia e realtà quotidiana odierna, di più di un momento di quella realtà, un tocco leggero, vacanziero, non pensoso, ma ecco che abiurare il pensiero anche nella festa, nel divertimento nella gioia, nel benessere, ci fa perdere di vista il pericoloso mostro dell'assenza di esso, il vuoto riempibile con qualsiasi idea bacata. Splendida la tua frase finale - se giri dalle mie parti comprenderai che adoro frasi e immagini - : "Ci sono attimi di felicita' che valgono qualsiasi solitudine. Qualsiasi tormento." lo sentita molto mia. Fusa a gogò

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    1. leggerezza al terzo doppio whisky.. :)

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  2. Leggere per me significa dare un’immagine alle parole. Ti ho riletto più volte. Le immagini che mi sono venute alla mente sono due in particolare: un dipinto “El sueño de la razon produce monstruos” di Goya e fotogrammi di una vecchia pubblicità, penso una di quelle definite progresso, “chi non ascolta non cresce dentro” in cui ogni qualvolta qualcuno tentasse di parlare e di farsi capire riceveva dall’altra parte come risposta un atteggiamento di tipo infantile, mani sulle orecchie e emissione di suoni per non sentire.
    Non sarebbe bastata la lira e il canto di Orfeo ad incantare il branco, ad aprire mente e orecchie dei novelli profeti della dea opinione perchè troppo occupate dalla ripetizione ossessiva del mantra.

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    1. non so. forse sarebbe bastato un altro mantra. in fondo si sono visti diversi incantatori di serpenti, qui di passaggio sulla Terra. (ps... quindi tutti sordi eh? e sottosviluppati, dentro...)

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    2. Arriverà ... ne arriva sempre qualcuno.
      (magari tutti tutti no, però la maggior parte si tappa le orecchie pur di non ascoltare nemmeno)

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    3. continuo a guardare. e continuo a vedere che chiamiamo Storia, o addirittura eterno, uno sputo, un minuto, un sogno brutto che svanira' con l'alba. (in ogni caso, e' svanito il progresso, ed e' rimasta solo la pubblicita'.. :) )

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  3. primo pensiero: mitico!
    secondo pensiero: metaforico,
    terzo pensiero: poi si sciolse l'ultimo pezzetto di iceberg vagante e l'ultima goccia fece della terra l'ultimo pianeta acqua dell'universo, arrivarono da altri mondi e lo privatizzarono per andarci a pesca di umanoidi mutati in scimmie con le branchie.

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  4. ... ecco, al massimo divento sensibile all'autorevolezza, l'autorità mi dà i brividi, ... e anche questa rimane un'opinione! Il mio branco è diverso !!!! XD

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    1. hai un branco??? non l'avrei detto. io ho sempre avuto solo un banco. in genere quello in fondo, l'ultimo. ci arrivavo prima di tutti al primo giorno di scuola per assicurarmelo. qualcuno piu' tardi mi propose altri banchi. persino uno degli imputati. ma declinai l'invito... :)

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    2. " ho " insomma, diciamo appartengo; agglomero entità diverse, libere di muoversi, tornare, restare, apportare novità, mutuo soccorso !!!!! banco ?? ho un amico che batte banco e lo guardo ammirata ogni volta, lui sa di lupo e di vento è un solitario, ci parliamo con l'anima,da rive diverse ma piuttosto allineati, magari una parte di me gli assomiglia tanto...( ti disturba seogni tanto divago ??) o sì, anche io possibilmente all'ultimo banco, solo perchè non mi si veda. Perchè mi si è piantato in mente il banco del pescivendolo ??!! forse perchè amo più il lavoro del giudizio.....o forse perchè ogni volta che ci passo davanti riesce a distrarmi da ogni pensiero !!!?!

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    3. mi si e' piantata in corpo una certa angoscia leggendo del concetto di appartenenza, forse perche' rispetto solo quello che capisco, e non capisco chi ce l'ha su col giudizio. cioe', capirei se si sputasse sulla condanna, ma del giudizio.. come fare senza? ecco no, non mi dispiace se divaghi. fino al naufragio e anche un po' oltre, come vedi, ci sto dentro :)

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  5. ahah, scusa per l'angoscia ! Non trovo 1 verbo adatto, uno solo che significhi quello che intendo e venga compreso per come voglio ... Apparterrei solo a me se avessi superato da sola il " naufragio", invece ho legato alla mia vita vincoli forti e solidi, certa dell'instabilità dell'equilibrio, ma pronta a trovare il mio in qualsiasi situazione ... nessuno m'appartiene ( perdio, non ho certo questo limite !) e scivolo come olio a chi ha questo tipo di pretesa nei miei confronti, ma è implicito ( nella mia testa, ovvio) quel valore che ha il nome di riconoscenza o gratitudine ( vedi tu quello che puoi sopportare meglio!) che mi fa prendere in considerazione non solo la mia verità, non solo il mio giudizio. ... la condanna ? dovrebbe essere la coscienza ( eccola l'utopista !!) magari sollecitata dal pubblico ludibrio ( tergiverso sul post di ieri a proposito di "cigno"...) Il branco, quello che intendo io, è quello che percorre la mia stessa Via, per poco per tanto, non importa, conta quello che ha condiviso, come lo ha condiviso, quanto ha allargato le nostre visioni, quanto ci ha permesso di conoscere strade nuove e di chiederci come è arrivato a questa ... non sono fatta di pensiero, sono fatta di intuizioni e del tempo che occorre per metterle in pratica ... qui non resiste chi è senza merito, chi si finge quel che non è, chi non rispetta la libertà, chi è convinto d'avere la Verità, chi non si mette in dubbio, chi non sa cambiare, chi non sa adattarsi, chi non sa vedere il meglio, chi non sa attraversare la siepe, chi non sa tendere la mano, chi non offre un'opportunità, chi rimane immobile ad un giudizio, chi sceglie per sé a discapito degli altri ... Potresti dire che mi occupo dell'infinitamente piccolo, potresti dire che non ho abbastanza coraggio per colpire il mondo, potresti dire che non sono adatta alla globalizzazione, potresti dire che non capisco niente di politica, potresti dire un sacco di altre belle cose su di me (!) come ad esempio che la mia indignazione è Ghandiana, è un lavoro continuo a rompere i maroni alla direzione, col sorriso sulle labbra, con proposte fin troppo decenti e gogne in attesa per i bracconieri ! ... La verità? La sto ancora cercando, ho scelto solo la strada che più mi somiglia e, cacchio, i mezzi contano di brutto !!!

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    1. ah potrei dire un sacco di minkiate, sai? se mi ci mettessi. ma da qui le uniche cose che mi paiono abbastanza verosimili, sul tuo conto, sono queste: sei una che si impegna e il pezzo sulle nuvole t'e' venuto una bellezza :)

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    2. ps
      avvertenza: la coscienza e' uno strumento di controllo. consiglio: maneggiare con cura.

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  6. XD ognuno fa i conti con la propria !! e boh, quel post è venuto di pancia e mi stupisco degli apprezzamenti ! arrossisco e ringrazio !!

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    1. sei fortunata che di pancia ti vengano cose cosi' :) in quanto alla coscienza... maneggiare con cura, rimane il consiglio, perche' quello che ne hai scritto ha molteplici significati ;)

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  7. Sono felice di averti trovato..cioè, sono felice che tu mi abbia trovata così io, poi, ho trovato te...:)
    Mi hai incantata...davvero..mi sono immersa nella lettura..momenti davvero intensi. Mi piace il tuo modo di scrivere e mi piace quello che scrivi :)
    Bacio

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    1. troviamci cosi', allegramente. tra un terzo doppio whisky e un cappello del prete profumato... :)

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  8. la chiosa mette il sigillo ad uno scritto bellissimo. buona domenica.

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    1. ciao Dea, buona domenica anche a te.

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  9. Il branco... sarebbe da dominare, scioccare, stuprare, governare. Guardiamo il Novecento dove sul branco è stato condotto ogni sorta di esperimento. Meglio che pascoli da solo e se le pecorelle saranno forti sapranno fare a meno del proprio pastore.

    "Ci sono attimi di felicita' che valgono qualsiasi solitudine. Qualsiasi tormento". Bene, ora che conosci il mio blog sai bene che sto scontando la mia dose di felicità che la vita m'aveva concesso.

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    1. P.S. Ovviamente volevo scrivere Shockare... a volte il cervello va in tilt.

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    2. :) "scioccare" mi piaceva :)))

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