domenica 22 gennaio 2012

LA RIVOLUZIONE LIBERALE (FINALMENTE)

http://crisis.blogosfere.it/2012/01/liberalizzazioni-clamoroso-art44-arrivano-le-carceri-private.html



Bene ragazzi. Se non fosse chiaro quello che sta succedendo, scendete dal platano e guardatevi le scarpe. Cosa vedete? Sono alte da basket? Hanno i lacci? Beh... abituatevi all'idea che d'ora in poi potreste perdere questi amati elementi caratterizzanti le vostre calzature, perche', e no no, in galera niente scarpe alte e niente lacci. Galera?! E si, galera. Perche' se ancora dormite cuccioloni convinti contro ogni logica che il carcere sia la garanzia che vi permette questa vita, adesso potete anche cominciare a domandarvi che vita e' la vita che vi piace tanto. I detenuti sono anche un bene di consumo figlioli. Come i cellulari. Ok, non ci credete? e beh... le galere vengono privatizzate. E si. Perche' se per voi quel fesso di Berlusconi ha fallito non riuscendo a fare la rivoluzione liberale, beh... adesso i liberali veri sono arrivati (Sorvolo su certe confusioni di termine quali liberali/liberisti, tanto sono tutti cazzi in culo comunque, a quanto pare). E con loro cadono definitivamente certe ipocrisie, certi moralismi, certe pacchianate. E le carceri, perche' no, le carceri passano a gestione privata! Ebbene si figlioli. Adesso... coi cellulari la rottamazione ha funzionato (forse). Vedremo cosa si inventeranno i ligi imprenditori delle sbarre per far fiorire il business nel quale si andranno a buttare. Vediamo come li aiuteranno i servizievoli legislatori. Si, proprio quelli elevati a garante della vostra bella liberta'. Vediamo... il carcere non e' piu' una spesa per lo stato ma un guadagno per chi ci investe? Un carcerato non ti costa piu' un tot al giorno ma fa guadagnare? Beh allora piu' sono i carcerati e meglio e', no? Mica ci vuole un genio! E finalmente sarete accontentati, figli. Finalmente ci sara' la pena certa. Per chi investe un disgraziato con la macchina, per chi taglieggia e persino per chi si fotte una forma di pecorino al supermercato. E chissa' che capitera' a quelli che non hanno soldi per pagare i debiti! Quelli che prima non conveniva metterli dentro, che tanto...
Cazzo, la famosa certezza della pena. Adesso, questo e' un post per non del tutto decerebrati, quindi vi risparmio certe ovvieta' che magari potreste trovare in post piu' vecchi anche qui su, tipo "anticarceraria 1". Ma bon, fatevelo dire, se "al fine di assicurare il perseguimento dell'equilibrio economico-finanziario dell'investimento, al concessionario è riconosciuta, a titolo di prezzo, una tariffa per la gestione dell'infrastruttura e per i servizi connessi, ad esclusione della custodia" allora lo scenario, per altro gia' abbastanza chiaro da anni almeno a quelli che non usano il pallottoliere per sommare numeri ad una cifra, quale diventa? Ditemelo voi. 
Schiavismo, stiamo arrivando. 
E se siete ancora tanto scemi da arrivare a dire che se uno non e' un criminale in carcere non ci va... beh... sappiatelo, posso capire che non vi sentiate chiamati in causa quando si parla di delinquenti... ma dovreste essere abbastanza abituati ad essere considerati merce. Vi sentite chiamati in causa se si parla di mercificazione? Neanche cosi'? E vabbe'... allora dormite sonni sereni. Anche questa volta, la questione carceraria, non vi riguardera'.


Al_terzo_doppio_whisky


ps
La Cina e' vicina cari. E non piangete piu' per la fuga della fiat o per i referendum perduti su questioni sindacali. Vedrete come converra' produrre in Italia, tra un po'... altro che Marchionne e Fu Man Chiu.

sabato 21 gennaio 2012

MISERI, SPAVENTATI COGLIONI


Io davvero non lo so se mi fa piu' paura e indignazione il capitano Schettino, o l'accanimento terapeutico che tutto il genere umano si concede lapidandolo a parole. Capirei se i parenti e gli amici degli annegati volessero torturarlo personalmente, dopo averne legato il corpo al palo. Capirei se l'armatore volesse scorticarlo vivo nella piazza del Mercato. Capirei se gli scampati volessero annegarlo nella vasca da bagno per la strizza che gli ha fatto venire. Capirei pure se i superstiti volessero sgozzare l'armatore, che gli vende crociere a due soldi per farli annoiare, ingrassare e poi agitare fino quasi a impazzire. Ma in realta' la sola cosa che riesco a vedere qui, e' lo schifo espresso da chi nemmeno di passaggio si sente umano solitamente, e poi magari in questa occasione trova la possibilita'di partecipare alla catarsi collettiva lapidando la vittima sacrificale. Colpevole? E perche' no, colpevole di aver commesso il fatto. Ma davvero io non conosco capitani, non faccio crociere e non armo navi. Mi fa tanto piu' paura e indignazione un pilota di caccia militare capacissimo a fare il suo lavoro, che l'inetto Schettino. Ecco, se fosse uno come quello a guidare il treno che devi prendere stanotte? suggerisce qualcuno... Vorrei davvero vedere, davvero vedere, chi guidera' il mio treno. Non uscirei piu' di casa, se potessi farlo, forse. Eviterei anche le stazioni. Ma no, confermo: mi fa piu' paura questo appuntamento al linciaggio. Questo grosso agglomerato di mandanti che grida allo scandalo aspettando che si plachi il clamore. Che punta l'indice e si accanisce. Quindi si, capisco i familiari, gli amici, il dolore. Provo addirittura empatia per questo genere di cose. Ma nessuno puo' schierarsi con 50milioni di voci, quando contro, quelle, hanno in opposizione la sola di un misero, spaventato coglione.


Al_terzo_doppio_whisky

venerdì 20 gennaio 2012

UN CAZZO IN UN LAGO DI BROMURO (SPLINDER, 9 DICEMBRE 2011)

Non credere nell’insurrezione, va bene. Anche se 
non capisco come si possa non credere in un 
fenomeno che capita, storicamente e 
ciclicamente, un po’ ovunque sul pianeta, da che 
dominio esiste e soggioga l’essere umano ad 
altro essere umano. Non credere nei risultati o 
nella natura spontaneista dell’insurrezione, va 
bene. O meglio, credere o ipotizzare che quei 
risultati saranno una peggiorativa, o che le 
insurrezioni siano escrescenze pilotate dal 
sistema, va anche bene. In fondo vuol dire avere 
dubbi (nel migliore dei casi, certo… che’ nel 
peggiore vuol dire cagarsi sotto), e comunque 
sta anche per “non credere” ad altro. E non 
credere, in generale, e’ sempre meglio. 
Arrendersi, pero’, e’ cio’ che piu’ esiste di 
desiderabile. Arrendersi all’evidenza dei fatti. 
Ma non tutti lo capiscono, non tutti godono. Ci 
sono tante sfumature di umani in questo pianeta. 
 C’e’ chi gode mangiando la merda. E 
probabilmente conta tanto quanto conta chi gode 
facendo l’amore.
E allora io mi voglio arrendere. Mi voglio 
arrendere all’evidenza di queste chiacchiere 
inutili intorno al che fare. mi voglio arrendere 
di fronte alla manifestazione di questi “io” 
soverchianti e vuoti. A questo autoritarismo. A 
questa incapacita’. Mi arrendo alla mancanza di 
stile, alla pacchianeria, alla mancanza di 
consapevolezza. Mi arrendo a chi fugge senza 
comprendere come un confronto, anche durissimo, 
sia indispensabile. Mi arrendo a chi tace, 
all’improvviso cambiando discorso. Mi arrendo a 
chi non capisce. 
Perche’ se un magistrato eroe della repubblica e 
dei giustizialisti  saluta i fasci di cacca 
(pardon, quiere decir casa) Pound ad un 
banchetto in piazza, cosa vi aspettate da lui se 
non che sia l’arma di altri vincitori tirata 
addosso alla schiera perdente? Cosa vi aspettate 
da lui se non che s’accompagni ai gorilla che ne 
faranno oggetto di protezione? Cosa vi aspettate 
da lui se non che sia strumento di quel sistema 
ove occupa il suo spazio e soggiace a chissa’ 
quali interessi?
Ecco, mi arrendo a tutto. Al fatto che ormai 
sento solo domande sconfortanti su punti 
evidenti che struzzi degeneri vogliono solo 
evitare di sentire. Ecco mi arrendo, non piu’ 
domande. Da oggi, al limite, cinghiate.
Ecco, mi pare sempre piu’ vero: la critica serve 
come un cazzo in un lago di bromuro.









CAMPAGNA DI RUSSIA + PSICOPATOLOGIA DEL PACIFISMO QUOTIDIANO (SPLINDER, OTTOBRE 2011)

CAMPAGNA DI RUSSIA
(12 NOVEMBRE 2011)


Noi potremo dire che lo sapevamo, che lo avevamo 
previsto. Gia’ quando tutti parlavano come 
parlano i televisori, dei problemi che sanno i 
televisori, dei guai che ti capitano se attacchi 
la spina o leggi un giornale scritto come si 
scrive una campagna pubblicitaria, o una 
campagna di Russia. Aprivamo la bocca stupiti, 
increduli di tanta becera superficialita’, e 
ammonivamo su quello che sarebbe venuto dopo il 
pupazzo, dopo questa attenta caricatura 
sceneggiata coi compari suoi, scelti ad arte per 
creare l’ambiente, per essere indicati come 
stupidi, inetti, rapaci e magnoni al momento 
opportuno. E il momento opportuno e’ adesso. 
Nessuna possibilita’ se non lo scontro. E’ la 
dittatura. Dal coro di colonna in rotta, solo 
voci all’unisono. Qualche disperso. Qualche idea 
diversa. Qualche ragazzo su qualche piccola 
barricata. 




PSICOPATOLOGIA DEL PACIFISMO QUOTIDIANO
(16 OTTOBRE 2011)


Bene signore, deve ricoverarsi in ospedale. Si si, adesso puo’ andare a prendere anche il gelato, ma dopodomani l’aspettiamo per cominciare la cura. Embe’, no, non e’ sicuro che guarira’. No, non c’e’ garanzia. Solo percentuali. Io non farei progetti a lungo termine comunque. Cioe’ si, li faccia mi raccomando, l’aspetto psicologico aiuta in questi casi. Ma ecco… non credo che in banca le daranno un mutuo ventennale per la casa nuova, dato che lei ha il cancro. Sisi, lei ha il cancro. Cioe’ lei adesso e’ di quelli che vengono irradiati. Essi’ cosa pensava? Che potesse capitare solo agli altri? Ahahahahahahh com’e’ spiritoso lei. Massi’, si vede che ci sa fare. Si e’ simpatico. Un vero compagnone. E fine anche, certo. Educato elegante. Malgrado cio’ ha il cancro signore. E’ la realta’. Come dice? Difficile da immaginare. Eggia’. Proprio prima della coppa Monte Bianco al bar Greco… Difficile. Come dice? Un momento fa era cosi’, e adesso.. Eh si… 


La gente non e’ abituata all’idea che prima o poi sara’ costretta a saccheggiare i negozi. Vedere l’eventualita’ concretizzarsi fa spavento. Opporre il rifiuto a un dramma, o peggio a una tragedia, e’ naturale.


AUTOCRITICA E PUNTO DELLA SITUAZIONE AL FALO' DI FINE ESTATE - LA GALLINA (SPLINDER, 1 OTTOBRE 2011)

Dentro ho una farmacia straziata dai tossici. Di 
notte, si devono essere introdotti furtivamente, 
magari facendo anche un po' di casino, sfondando 
una porta o inciampando in una finestra. Schegge 
di vetro e legno sono sparse dovunque. Gli 
schedari li hanno rovesciati, a sfregio, modello 
ignoranza. Sui ricettari si sono fatti colti. E 
fini conoscitori, esperti, sono diventati sugli 
scaffali. Hanno arraffato il giusto, lasciandoci 
praticamente solo le mutande. In realta' dentro 
una farmacia e' tutto utile ad un tossico. 
Persino le pasticche Ziguli', che si possono 
spacciare per qualsiasi cosa ad un diciottenne 
imbecille che arriva al rave. Mi ricordo dei 
primi tempi da farmacista di Zago, in un paese 
in collina, piccolo e ben barricato. Aveva fatto 
teppa coi peggio soggetti, immediatamente. 
Proprio all'incrocio intorno al quale era sorto 
il paese nuovo. Tra scuola, banca e bar degli 
aperitivi. Piu’ che centralissimo, centratissimo 
 E una sera che ero andato a trovarlo mi 
illustro' le varie ed eventuali, con relative 
abitudini della farmacista e scheda tecnica dei 
sistemi d'allarme. Una proposta indecente. 
Adesso invece non lo vedo piu' Zago. Di quella 
storia non si fece niente, ma non fu per questo 
che ci perdemmo. Ci penso proprio mentre passo 
sotto casa sua diretto al mare. E penso pure che 
Zara, col mal di stomaco l'altra sera, ha voluto 
una sigaretta. Ha detto che le faceva bene 
perche' rilassa. Allora immagino una coltre di 
fumo denso coprire la farmacia devastata che ho 
fin sopra all'esofago. Aspettero' le rondini di 
mare e il fuoco rimediato a riva, per stare 
meglio. Ma meglio e' pur sempre non fare molto 
affidamento sui futuri impossibili. Poco dopo. 
la carica di sistema che ci detona sotto il culo 
e' incredibilmente possente. Un'onda d'urto 
micidiale. La piu' bella canzone la devo ancora 
scrivere. Sara' sempre cosi'. Quando smisi con 
l'eroina mi dissi che a cinquanta anni avrei 
ricominciato. Piu' o meno per lo stesso motivo. 
Non posso concedermi il passo decadente di resa. 
Si ma... Quante possibilita' ci sono che da qui 
a due anni gli stipendi degli statali vengano 
dimezzati come in Grecia? Ce la faranno a pagare 
le pensioni? L'ammontare complessivo del 
patrimonio italiano ammonta a tutto il debito 
pubblico. Il ministro propone di vendere tutto o 
quasi. Ecco, chi lo fa il prezzo e chi compera? 
Quindi la crisi non c'e' per tutti? Ecco allora 
se dalla farmacia che abbiamo dentro, si vede 
dalle fiamme negli occhi, scappassero scimmie 
dalle code prensili? Se tutti nello stesso 
momento saltassimo su noi stessi? Troppo 
difficile? Si ma se la crisi non e' per tutti io 
non pago, non partecipo. Ancora troppo 
difficile? Si salvi chi puo'? Comperiamo una 
terra? La fortifichiamo? Ci procuriamo fucili? 
Dopo il primo bombardamento alleato i pescaresi 
scapparono verso l'interno, sfollati. I 
contadini del teatino gli negarono asilo… E se 
tutti smettessimo di esistere? Ci penso mentre 
siamo in cinque qui persi sulla spiaggia, Tra 
ciottoli infiniti, qualche siringa sparsa (gli 
anni ottanta sono per sempre), una vera merda. 
Il fuoco raccolto era troppo poco da accendere. 
Il cane mastica legna umida. Mangiamo, beviamo 
cartonato, fumiamo una canna piovuta dal cielo. 
Ecco, la rivoluzione e' coltivare e difendere? 
Due ettari di terra e qualche gallina. La 
gallina. Un simbolo fulgido. Rappresentativo. In 
effetti nessuno in questo investe sogni. E' la 
mera difesa, il necessario pacco della 
sopravvivenza. L'esatto contrario del messaggio 
che toccherebbe produrre per causare un 
cambiamento reale verso il mondo che diciamo di 
volere. E allora cos’e’? E’ l’amnesia o 
l’accettazione del fatto che non essere 
rivoluzionari e’ essere antirivoluzionari, e non 
un semplice neutro?

POTREBBE ESSERE PEGGIO. POTREBBE PIOVERE (SPLINDER, 22 SETTEMBRE 2011)

"Potrebbe essere peggio"




La terra non ha sempre lo stesso peso. Non ci 
credete? Beh provate a prendere una pala e a 
scavare. E poi ditemi se le prime prese tirate 
su avranno lo stesso peso delle ultime. Ma non 
e’ questo che volevo dire. Ecco, magari volevo 
parlare di quelli che si augurano che la vita 
dell’uomo sulla Terra possa finire al piu’ 
presto, eventualmente con una pioggia di 
meteoriti, anche se il come non e’ importante. 
Perche’ forse vedono qualche infelicita’ o 
fallimento irrimediabile nella loro di 
esistenza. o perche’ inseguono un ideale, 
dimenticandosi di vivere. Non avrei mai creduto 
di trovarmi a dirlo ma, in un certo senso e’ 
vero che la masturbazione rende ciechi. Per 
esempio nel caso delle pippe mentali, poi 
diventa difficile vedere cose reali delle quali 
essere soddisfatti, o dalle quali non essere 
investiti, sommersi. Certo che vivere col senso 
di colpa deve essere una lotta costante. 
Tradurlo su ogni oggetto, su ogni moto deve 
essere un lavoro infame. Ma in realta’ no, non 
volevo dire neanche questo. Volevo dire che piu’ 
scavi e piu’ la pala pesa. E che piu’ vai a 
fondo nella buca, piu’ la terra si fa umida. E 
magari quello che stai scavando e’ una tomba. E 
senti anche la puzza e ti lamenti “ah che lavoro 
schifoso”. E l’Aigor di turno sibillino aggiunge 
che potrebbe anche andare peggio, e che cioe’ 
potrebbe piovere. E quindi come e’ logico che 
sia ecco, comincia a piovere. E adesso si che va 
peggio, ma magari puo’ anche peggiorare 
ulteriormente. Infatti l’idiozia si manifesta 
ovunque. Non hai la televisione? E chi se ne 
frega, tanto al bar, a casa di amici, di parenti 
ti imbatterai in televisioni perennemente 
accese. Per una serie infinita di colpi di culo, 
un giorno, le troverai spente? Beh non c’e’ 
pericolo, tanto qualche coglione ti riferira’ 
cio’ che ha visto e sentito. E se ti dovessi 
salvare dalla televisione ci saranno i giornali. 
Li leggera’ una persona su 10, ma quella si 
premurerà di farne il riassunto commentato a 
tutti quelli che incontra. E se non dovesse 
bastare, in internet, sulla tua bacheca di fb 
magari, ecco che il solito incomprensibile ti 
postera’ un link televisivo con la notizia del 
giorno. E la notizia del giorno qual e’? Che 
questo sistema e’ un sistema aggressivo basato 
su dominio e violenza. Certo, non espressa, la 
notizia, in una analisi cosi’ coincisa e 
pregnante… ma magari come critica a chi ha 
affermato candidamente una cosa del genere. 
Critica portata con INDIGNAZIONE (indignazione 
e’ una parola che va di moda… piu’ o meno come 
“uomo capace” o “mi consenta” ai loro bei 
tempi). E non finisce qui. La notizia del giorno 
e’ che ESISTONO LE MIGNOTTE. Ah diobono, ma non 
era il mestiere piu’ vecchio del mondo? Oggi 
scopriamo che pur essendo quello il mestiere 
piu’ vecchio del mondo, ad alcuni c’e’ voluto 
tutto il tempo che il mondo ha, per arrivare a 
capirlo. Ed io che ho sempre cercato una grotta 
in cui ripararmi da tutto! Dove avete vissuto? 
Dai, datemi la mappa… E non finisce mica qui! La 
notizia del giorno e’ anche che chi se lo puo’ 
permettere si paga le puttane (e i puttani, e’ 
ovvio, pare di no, ma se poco poco uno ha un 
cervello anche scarsamente funzionante, ha la 
possibilita’ di arrivarci). Ecco, dobbiamo 
indignarci per questo. Perche’ al mondo se sei 
povero’ fai soldi solamente dando via il culo, o 
sterminando senza pieta’. Perche’ si da via il 
culo per soldi. Perche’ c’e’ chi se lo puo’ 
permettere che se lo compera. Non so se avevate 
un’idea ascetica dei ricchi, ma nel caso vi 
tocchera’ rivedere le vostre posizioni. Nel 
caso, fatelo sentendovi degli assoluti 
imbecilli. Quello che rende il tutto ancora piu’ 
esilarante, e’ vedere sti’ coglioni mal 
recitanti andare su palchi mediatici e lanciarsi 
in difesa o accusa del principale imputato di 
IMMORALITA’ che l’Italia ad oggi conosca. E 
TUTTI invariabilmente li’ a dire che IN UN 
MOMENTO DRAMMATICO COME QUESTO PER L’ECONOMIA 
MONDIALE, UN MOMENTO IN CUI SI RISCHIA DI 
PERDERE TUTTO, IN UN MOMENTO IN CUI LA CRISI E’ 
VERA E CI STA PORTANDO VIA OGNI PRIVILEGIO…. A- 
i nostri governanti vanno a mignotte, B- la vita 
privata e’ privata C- la vita dissoluta resa 
pubblica aggrava la posizione del nostro paese 
minandone la credibilita’ internazionale D – 
quello se ne deve andare  E- quello non se ne 
puo’ andare  F- quello non se ne vuole andare 
etc etc.. E se poi vogliamo proprio ridere, 
andiamo a sentirci le altre notizie. Quelle 
sull’intera categoria alla quale “quello” 
appartiene. E qui c’e’ il vero delirio. A- 
guadagnano troppo B – hanno troppi benefici e 
privilegi  C – sono arroganti  D – come fanno a 
chiedere sacrifici ai cittadini, se loro per 
primi non li fanno etc etc… perche’… i cittadini 
non vogliono essere i soli a soffrire anche se 
sanno che devono fare sacrifici IN UN MOMENTO 
DRAMMATICO COME QUESTO PER L’ECONOMIA MONDIALE, 
UN MOMENTO IN CUI SI RISCHIA DI PERDERE TUTTO, 
IN UN MOMENTO IN CUI LA CRISI E’ VERA E CI STA 
PORTANDO VIA OGNI PRIVILEGIO. In pratica 
chiunque va sul palco, dice parolacce e 
pronuncia improperi e sputtanamenti ai danni di 
un bersaglio (di destra di sinistra, singolo o 
di categoria) e… il messaggio che resta costante 
e senza critica o contestazione e’ sempre uno: 
c’e’ la crisi e la state prendendo al culo. Beh, 
sapete che c’e’? Io penso di si. O il cervello 
ve lo hanno affettato come un melone? Cioe’ lo 
sapete da soli che la crisi non e’ una 
grandinata. Non e’ che arriva e basta e non ci 
si puo’ fare niente. La crisi E’ niente altro 
che la forza delle armi con la quale ci 
impongono regimi di vita e comportamento. E 
quindi siamo in crisi da sempre. Come chiamare 
galera solo quando si deve rientrare in cella, 
facendo finta che l’ora d’aria sia stato altro 
che carcere. Ecco, e’ finita l’ora d’aria. Piu’ 
o meno nel 93. C’e’ stata qualche attivita’ in 
biblioteca successivamente, magari. E alla fine 
siamo rientrati in cella. Tipo nel 2001. Adesso 
ci hanno messo vicini di letto ad uno psicotico 
alto 2 metri che pesa 300kg e odia chi respira. 
Le cose sono peggiorate, e’ vero. Ma da sempre 
dipendono da una volonta’ che ci domina 
assecondata dalla nostra volonta’ di essere 
dominati. Quindi, quale crisi? Tornando alla 
tomba da scavare e all’Aigor di turno che fa il 
gufo, devo dire che la settimana scorsa 
addirittura s’e’ aggiunta anche la grandine. Si, 
eravamo li’ a scavare col puzzo di cadavere e 
sotto l’acqua e l’uccello del malaugurio di 
turno ha sbeccato “potrebbe andare peggio… 
potrebbe GRANDINARE”. Non c’e’ limite al peggio. 
Ed ha cominciato a grandinare. Cioe’ a Pescara 
c’era in programma una elezione di miss, il 
comune ci aveva buttato 12mila euro e come 
ospite famoso doveva arrivare Emilio Fede. E 
giu’ il comunicato del referente Acerbo, 
rifondazione comunista, a dire che OH IN UN 
MOMENTO DRAMMATICO COME QUESTO PER L’ECONOMIA 
MONDIALE, UN MOMENTO IN CUI SI RISCHIA DI 
PERDERE TUTTO, IN UN MOMENTO IN CUI LA CRISI E’ 
VERA E CI STA PORTANDO VIA OGNI PRIVILEGIO… beh 
dai, non proprio cosi’. Ha solo scritto che 
mentre si taglia qualsiasi cosa, sanita’ 
istruzione etc etc, mentre si chiedono 
sacrifici, poi non si possono spendere 12mila 
euri per le miss. Dimostrando di non capire un 
cazzo di economia. “Inoltre cosa verrebbe a fare 
Fede? A reclutare puttane?” …insisteva Acerbo 
nella convocazione di una manifestazione di 
protesta contro l’evento. E la gente ha 
risposto. Perche’ la gente e’ indignata (non 
voglio sapere da che) non incazzata. Perche’ e’ 
disposta a fare sacrifici, purche’ ne facciano 
tutti. Perche’ la gente preferisce usare la 
retorica di espressioni quali “il porco 
D’Annunzio” piuttosto che dire qualcosa di 
sensato. Preferisce giocare a soldatini, 
piuttosto che vivere veramente. Perche’ la gente 
preferisce non rischiare mai niente, anche se 
non ha niente. Nemmeno un barlume di serieta’. E 
cosi’ mi sono sentito dire che magari si poteva 
anche andare alla manifestazione tirata su con 
fb da Acerbo. Che magari si riusciva ad 
incontrare qualcuno che non fosse li’ per una 
mera questione morale. Certo, mi verrebbe da 
dire, se vai in un posto dove vendono le maglie 
e trovi solo maglie mentre a te servivano le 
melanzane, non puoi poi lamentarti se gli 
ortaggi non li trovi. A questo punto potremmo 
andarle a cercare anche al cementificio, le 
melanzane, no? O che so, ad una manifestazione 
antisemita. Come del resto qualcuno mi dira’ che 
parlare di quel che succede, e’ utile per un 
qualche motivo che non so. Perche’ la gente ha 
perso la capacita’ di indignarsi, magari. Ecco, 
io sono sempre e solo incazzato. E certo non con 
Emilio Fede. E basito, perche’ non trovo il 
senso. Cioe’, il senso quale sarebbe? Quale 
critica si veicola? A che sistema? Ci si augura 
di incontrare chi? Cosa? Quali sentimenti 
condivisi? Ecco, ditemi, quali sono le notizie 
che riteniamo utili? Quali sono i criteri in 
base ai quali decidiamo? Cosa decidiamo? In base 
a quali priorita’ scegliamo di riportare notizie 
piuttosto che produrle? E scelto anche di 
riportare notizie, poi in base a quale criterio 
scegliamo quelle da riportare? E se anche 
scegliessimo di agire, in base a quale criterio 
sceglieremmo l’azione da compiere? Rido… passa 
una notizia in tv. Se e’ passata, un motivo c’e’ 
e quel motivo non puo’ che farcela venire in 
culo. Questa e’ intelligenza possibile per 
tutti, mi auguro. Bon, allora partecipare a 
quale azione promossa da una qualsiasi 
istituzione, da una qualsiasi autorita’, puo’ 
non sfondarci anch’essa il deretano?

NINA E MARIANNA (SPLINDER, 14 SETTEMBRE 2011)

Ebbene, cosa pensi di fare da solo? Pensi di 
farti piccolo piccolo e nasconderti dentro casa? 
Mi sembra una buona idea, visto che la casa ce 
l’hai e tuo padre prende anche una pensione. E 
poi e’ grande la tua casa, volendo un domani 
quando non ci saranno piu’ i genitori potrai 
anche affittarne una parte a qualcuno. Cosi’, 
solo per pagare le tasse e le bollette. Per il 
cibo puoi risolvere in altro modo. Hai un po’ di 
giardino, intorno. Magari puoi coltivarlo a 
patate e melanzane. Tutta roba vegetariana, 
claro. E poi? Beh poi potresti autocostruirti 
dei pannelli fotovoltaici. E perche’ no? Cosi’ 
avresti anche un minimo di energia da 
autogestire. E quando sarai cosi’ solo sul 
vascello che farai? Tuo figlio comunque 
continuera’ a campare, mica no, e andra’ a 
scuola, in una scuola di merda fascista, ma 
fascista per davvero. E magari tornera’ a casa e 
ti chiedera’ conto della discordanza tra cio’ 
che dici e cio’ che a scuola gli impongono di 
imparare. E tu che farai? Gli dirai che le cose 
stanno in un determinato modo ma che gli 
conviene stare zitto, fare finta che no, oppure 
gli dirai direttamente che quando arriva il 
controllo e’ giusto calarsi le brache e mettersi 
di culo? Almeno fino a quando non avra’ la 
possibilita’ di nascondersi anche lui dentro 
casa e non uscirne piu’. Perche’ magari dopo non 
ti reggera’ il cuore a vederlo strisciare. Ecco, 
una cosa gliela potrai insegnare. E cioe’ che 
non si deve mai, mai procreare. (respirare 
ancora si, ma piano s’e’ detto) Anche questo 
dovrai dirgli. Altrimenti la catena non si 
spezza. Ecco, a meno che dall’alto non ne arrivi 
la richiesta. Oppure? Oppure cercherai di fare 
dei soldi. Nel modo unico in cui puoi, e cioe’ 
prostituendoti. E’ una prassi, in questo 
sistema. E cambierai il tuo tempo con 
l’elemosina di qualche ricco. E con 
quell’elemosina magari ti procurerai anche 
qualche agio. Per te e tuo figlio. Sempre 
ammesso che sia un agio vivere d’elemosina. 
Dante avra’ anche scritto macerie di cazzate, ma 
quella sul sapore del sale nel pane altrui, mi 
pare ancora valida. A meno che non si senta il 
gusto. E allora chi sei? Uno che non riconosce i 
sapori? Beato te che non capisci un cazzo, 
dicevamo ad un compagno delle superiori, 
scherzando. Chissa’ se era vero che non capiva 
un cazzo. Chissa’ se e’ vero che tutto questo 
amaro non ti guasta la bocca e che gusti il 
boccone malgrado tutto. E chissa’ se anche tuo 
figlio verra’ su immune quanto te. del resto ci 
sono miliardi di immuni che mangiano merda e 
sorridono anche. E nel caso non trovassi un buon 
partito? Una persona disperata che deve 
comperarsi la tua persona o i suoi servigi? E 
nel caso le tasse aumentassero? O si decidesse 
che no, per questioni sanitarie non tutta la 
terra si puo’ coltivare? O peggio, se accanto a 
casa tua mettessero un poligono, una discarica, 
un discoteca o una centrale nucleare? O se 
decidessero che li’, proprio li’, passera’ un 
bel tratto di ferrovia con un treno nuovo nuovo 
che non potrai mai permetterti ma che ti 
scheggera’ a 10 metri dal salotto, a 300km/h? 
Beh potresti vendere. Anzi, svendere. E magari 
coi 4 spicci emigrare nel terzo mondo. Tu e tuo 
figlio, sperando che tuo padre sia gia’ morto. 
Vi ci vedo in giro per il Congo. A morire di 
qualche malattia o ad uccidere col morbillo. 
Siamo un solo corpo sopra la stessa terra e 
sotto un unico cielo o non siamo niente. Ma 
niente veramente. Ed essere niente vuol dire 
precipitare senza nessun appiglio. Potrei anche 
capire chi lo accettasse. Ma non posso comunque 
esimermi dal dire che c’e’ una possibilita’ di 
superarla, la paura. E che per quanto essa parli 
attraverso le nostre bocche, un dato numerico 
evidente continua ad emergere: siamo una 
enormita’ di persone. Se arrestano due ragazze 
in Val di Susa, blocchiamogli le strade in tutta 
Italia. Se sparano lacrimogeni addosso alla 
gente, blocchiamogli le fabbriche per un mese. 
Se aumentano i prezzi di benzina e alimentari, 
occupiamogli le campagne. Tutto il resto, il 
conto dei voti in parlamento, la riduzione del 
numero di parlamentari, l’abolizione delle 
province, sono cagate buone solo per gli 
imbecilli e per i perdigiorno.
Ah proposito… buongiorno.


Ps
Se vi andasse di scrivere alle due ragazze 
arrestate in Val di Susa per aumentare il nostro 
terrore, scrivete qua


GARBERI ELENA
Casa circondariale
Lorusso Cotugno
Via Pianezza 300
10151 Torino

VALENTI MARIANNA
Casa circondariale
Lorusso Cotugno
Via Pianezza 300
10151 Torino

INCIDENTE AL SITO NUCLEARE DI MARCOULE, NELLA FABBRICA DEL MOX (SPLINDER, 12 SETTEMBRE 2011)

Io sono d’accordo: i morti fanno gran tristezza, 
e le vittime non ce le dobbiamo scordare e tocca 
essere tutti piu’ buoni, senno’ poi ci spetta il 
carbone a Natale e babbo e mamma non sono 
contenti. E tu non mi telefoni, e non mi hai 
chiamato ieri e devo mettermi a dieta e ci vuole 
una giustizia giusta e i pedofili sono delle 
merde e le banche sono Cattivik e il bel 
pensiero e l’amicizia e siamo fratelli e sorelle 
pure e tutti insieme appassionatamente perche’ 
la vita e’ una cosa meravigliosa che poi Benigni 
ha declassato a bella. E poi certo, la Palestina 
e Israele devono vivere in pace e in nome della 
pace ci fai anche i soldi se ti metti a stampare 
le felpe e gli accendini. Te li immagini gli 
accendini iridati? Ah ma attenzione perche’ il 
fumo fa venire il cancro.
IL FUMO FA VENIRE IL CANCRO? NON POSSO 
ACCENDERMI UAN SIGARETTA IN BIRRERIA??? Ma 
cazzo, mentre mi astengo dal fumare, e non so 
come dal respirare il piombo dei tubi di 
scappamento, che’ sta birreria l’hanno messa 
sotto la tangenziale, e chissa’ che cosa dalle 
ciminiere, e dal mangiare la merda che mi sto 
mangiando e dal bere il costoso che non mi sto 
bevendo e magari vado anche dentro perche’ mi 
viene in mente di fumarmi una cazzo di canna di 
marijuana…. che succede? Gente che non conosco e 
che dice che stiamo in CRISI (?????) e che la 
benzina costa quel che costa perche’ di petrolio 
ce ne sta poco (per quanto ne so io potrebbe 
esserci piu’ petrolio che sabbia sulla terra) e 
che non c’e’ alternativa al combustibile per 
avere energia e ce ne serve sempre di piu’ di 
energia (per fare che? Io mi volevo solo fumare 
una canna) e che la ricerca e’ importante 
perche’ poi capiamo come si comportano le 
societa’ e come funziona la psiche umana e come 
cazzo ti vengono le malattie (perche’ vivo in 
questo mondo di merda forse?) e come arrivano i 
terremoti e come costruire sicuro (certo, ma 
andatelo a raccontare ai giapponesi), beh sta’ 
gente di merda che non conosco ma che dice pure 
che la polizia e gli eserciti mi difendono da 
chi non saprei, ma immagino da slavi e africani 
piu’ o meno imbecilli come quelli che mi dicono 
ste’ cose in italiano o in inglese e perche’ no 
in francese e spagnolo, beh ste’ persone di 
merda che pretenderebbero chissa’ che cosa da 
me, si mettono a seguire la scia del progresso, 
e su quella scia si mettono a giocare con atomi 
e subatomiche e a sprigionare una roba che io 
sinceramente non so, ma che pare si chiami 
energia nucleare e che se poco poco va storto 
qualcosa (ammesso e non concesso che sti’ 
gorilla imbecilli abbiano idea di cosa sia il 
dritto, perche’ questa e’ una cosa che esiste in 
mano all’uomo da manco 70 anni, e quindi stiano 
zitti tutti gli ESPERTI del ramo, che’ sta’ 
tecnologia ha a malapena 30 anni piu’ di me, 
esperti di sto cazzo) siamo tutti morti e di 
morte atroce. Una roba che per sempre dovremo in 
qualche modo gestire. Altro che dio in latino o 
nella lingua madre! Qua sti’ preti ce li 
dobbiamo tenere per l’eternita’. I mediatori tra 
noi e le radiazioni. I manutentori dell’inferno. 
Quelli che sono i soli forse e dico forse capaci 
a tenere il coperchio sul pentolone. Ma poi mi 
viene in mente che mica tanto… che il diavolo fa 
le pentole senza coperchio, o no? E poi si, 
mentre i governi si devono accordare, e la 
volonta’ popolare e trikkete e trakkete… guarda 
caso a 200km da Ventimiglia scoppia una roba in 
un forno, ma pensa te, nucleare. Dove, guarda un 
po’, si fabbrica il MOX, che poi sarebbe un 
combustibile per le centrali, perche’ senno’ con 
l’uranio solamente non si guadagna abbastanza. 
Chiaramente il MOX conviene di piu’ dell’uranio 
perche’, se e’ possibile, pensabile o 
concepibile, e’ tanto ma tanto piu’ pericoloso…
Adesso vado al bar. Prendo un giornale, gli 
metto fuoco, mi ci accendo una sigaretta e il 
primo che mi dice che non si fuma nei luoghi 
pubblici perche’ il fumo fa male ed e’ 
giustamente vietato o che a lui non frega ma poi 
ci fanno la multa, gli pianto una testata in 
fronte e gli apro la testa. Non per niente, ma 
solo perche’, dovesse essere anche tardi 
affinche’ le persone comincino a ragionare e la 
smettano di fare come i muli, diobono almeno la 
soddisfazione….

11 SETTEMBRE 1973 - LE MANI DI VICTOR JARA (SPLINDER, 11 SETTEMBRE 2011)

Noi, da parte nostra, non dobbiamo avere nessuna 
paura. Oppure avere tanto coraggio. Perche’ in 
verita’ non ci obbligano innanzitutto ad 
acquistare, ne’ ci obbligano innanzitutto a 
lavorare. Qua la prima cosa che cercano di fare, 
sempre, e’ spaventarci.
Oggi non ho certo voglia di radere le basette ai 
complottisti, di ricordare come in 10 anni ci 
abbiano ammazzato il mondo o di discutere se se 
lo siano lasciato fare, se gliel’abbiano fatto o 
se si siano in piena autonomia tirati addosso 
un tot di aerei di linea. Non me ne frega 
niente. E’ sotto gli occhi di tutti coloro i 
quali non sono nati col telefonino in tasca cosa 
c’e’ successo in questo decennio. Chi vuole ci 
ragioni, chi no si fotta. Se c’e’ una cosa che 
mi va di ricordare oggi, invece, sono le mani 
maciullate di Victor Jara. E magari anche quel 
foglietto in tasca che gli ritrovo’ sua moglie, 
con l’ultima canzone scritta, quasi sicuramente 
dentro lo stadio dove l’avevano sequestrato i 
militari, con tantissimi altri, nel settembre 
del 1973, in Cile. Quelle mani paradossalmente 
mi danno un po’ di coraggio. Perche’ mi mettono 
il dubbio che non sia stato trattato cosi’ solo 
per sfregio. Mi resta come il sospetto e dentro 
il sospetto il sogno, che forse quelle mani un 
po’ di fastidio l’avevano dato scrivendo e 
suonando, e che quindi questo infinito potere 
che cosi’ appunto, infinito e onnipotente si 
presenta, alla fine sia molto meno arcigno e 
saldo di quanto vorrebbe credessimo. E che non 
e’ l’autoritarismo a muovere la sua crudelta’ 
per mania o intransigenza, a gratis, quanto 
piuttosto la paura che i potenti hanno, 
dell’essere molto meno forti di una canzone 
cantata da un uomo che muore.

CONTESTUALIZZAZIONI - E' PER GLI SCHIAVI CHE IL LAVORO E' UN VALORE (SPLINDER, 4 SETTEMBRE 2011)

“il pericolo di questa crisi e’ una nuova forma 
di colonizzazione. Succedera’ a noi, alla 
Spagna, alla Grecia e al Portogallo che l’asse 
dell’Unione Europea (leggi Francia e Germania) 
comincera’ a subentrare nei nostri debiti 
facendoci versare lacrime di sangue. Piano piano 
con questo sistema ci conolonizzera’ come e’ 
accaduto nei secoli passati non con le armi, ma 
con la Finanza. Arma non sanguinaria, ma 
altrettanto dolorosa e devastante” 
(Mariella Alberini) 


"Noi" chi, di grazia? Il delirio piove da 
tutte le parti a vento, a turbine, a bufera. 
Scola dai muri, s'alza dal pavimento. Ci 
sommerge. Ogni significato si confonde con altri 
significati, si perde, diventa altro, 
semplificato, denaturato, cancellato e assorbito 
da un senso unico. Dal pensiero unico. Perche' 
certo, non siamo noi gli africani. Quelli che 
scappano chissa’ da quale condizione di vita e 
vengono qui. E si ritrovano senza un soldo, col 
rischio di essere presi e rispediti al mittente, 
o presi e dati in pasto ai porci, buttati nella 
calce viva, rinchiusi in un Cie a tempo 
indeterminato in seguito ad accurata selezione 
socio-genetica. Certo, noi non siamo obbligati a 
lavorare. Per il momento. Volendo possiamo fare 
la carita’, o forse possiamo metterci in coda 
agli enti assistenziali. Certo, non possono 
venderci come si vende il terreno. Quello che e’ 
sicuro pero’ e’ che il piu’ delle volte la gente 
piange per farsi mettere a lavorare. E che se un 
supermercato cambia padrone, i dipendenti in 
massima parte darebbero oro per farsi vendere 
insieme all’edificio e all’attivita’. Per essere 
un bene del padrone. Perche’ questo sembra, che 
il padrone se la tiri. Che non consideri il 
lavoratore un bene, ma piuttosto un inghippo. 
Certo, una bestia sfruttabile, e poi 
"abbandonabile" nel modo piu’ indolore possibile. 
Adesso io non lo so, ma quanta distanza manca 
tra questa condizione e quella d’essere 
schiavi?  Perche’ magari qualcuno pensa anche 
ad  emanciparsi, ma l’emancipazione non e’ piu’, 
come ai tempi degli antichi romani, solo un 
fatto pratico. Di riscatto economico. Qua pare 
che la prima opposizione all’emancipazione la 
facciano gli schiavi stessi, dentro la loro 
testa. Nella loro psicologia. Il lavoro ci 
garantisce la liberta’, dice qualcuno. Ecco, per 
me non c’e’ liberta’ fino a quando non ci si 
emancipa tutti dal lavoro. Perche' l’accezione 
in cui la parola lavoro viene attualmente usata, 
e’ forse la peggiore possibile. Qui si dice 
lavoro, ma si intende sfruttamento, e prima 
ancora a ricatto. Io non ho niente. Nemmeno 
debiti. E per me lavorare vuol dire applicarsi 
ad un problema, faticare magari (se e’ proprio 
necessario), e risolverlo. Non ho niente quindi, 
ma nemmeno la tara di pensare da schiavo 
credendomi libero. La schiavitu’ e’ un male che 
si impossessa di tutto. Prima che del resto, 
della mente, del modo di pensare, della cultura, 
della psicologia, degli obiettivi e della strada 
che ognuno riesce a vedere per se’ e per gli 
altri. Schiavo e’ un modo di essere, prima che 
una condizione sociale. Ed un modo di guardare 
al mondo dividendo quello che siamo noi da cio’ 
che sono loro. Mossi forse dalla paura che i noi 
di oggi possiamo diventare i loro di domani. O 
dalla certezza che, senza un cambiamento 
radicale, questo e’ quello che dovra’ 
necessariamente accadere.
Lo ripeto: non c’e’ 
liberta’ senza emancipazione dal lavoro. E 
 l’emancipazione dal lavoro comincia da dentro 
la propria testa. Quindi cominciamo col dire che 
la dignita’ non sta nel lavoro. Che il lavoro 
non e’ un valore. Che il lavoro, almeno in 
questa realta’ che ci viviamo, e’ prima d’ogni 
altra  cosa una disgrazia. E che al limite la 
condivisione di gioie e disgrazie, per fare 
fronte comune alle seconde e salvarsene, e’ un 
valore. Che la lotta e’ un valore. E lo e’ 
perche’ dona dignita’ all’essere umano, 
liberandolo dalla schiavitu’ e restituendogli 
quella specifica caratteristica che lo distingue 
da animali piu’ primordiali ed involuti, come ad 
esempio le formiche.